STORIA DELLA BENCINI

Parte terza: apparecchi 24x36 e anni 60
Finalmente nel 1958 alla Fiera di Milano la Bencini presentò il suo primo apparecchio per il formato 24x36 mm : la Comet 35. Sarebbe interessante conoscere per quali motivi si attese così a lungo prima di costruire un apparecchio di questo genere, se alla fine questa scelta fu dettata da una maturazione aziendale o dalla dura legge della concorrenza, certo è che la Comet 35 si differenziò da tutta la precedente produzione Bencini soprattutto nella sostanza. Si trattava infatti di un apparecchio in alluminio pressofuso dall'aspetto "grintoso" e completo per quanto riguarda le caratteristiche tecniche. Nel 1959 venne presentata la Koroll 35 che si affiancò alla Comet 35 rappresentando la versione economica della produzione Bencini dedicata al formato 24x36: costava infatti 7200 lire contro le 12000 lire della Comet 35. Era un apparecchio più "tranquillo" rispetto alla Comet 35 sia nell'aspetto che nelle prestazioni; la Koroll 35 restò in produzione per oltre 10 anni mentre la Comet 35 uscì di produzione dopo circa 2 anni, come in altri casi la Koroll 35 subì nel tempo varie modifiche sia estetiche che tecniche che riguardarono l’obiettivo e l’otturatore. Nei primi anni 60 (1963-64) venne prodotta la Korolette, terzo ed ultimo apparecchio per pellicola 35 mm della serie: era un apparecchio ibrido tra i precedenti, l'aspetto era simile a quello della Koroll 35 mentre l’otturatore e l’obiettivo erano evidentemente derivati dalla Comet 35. Questo apparecchio rimase in produzione fino ai primi anni 70; fu studiata anche una versione di colore grigio-verde che doveva essere data in dotazione alla polizia stradale, ma poi il progetto sfumò. Nel 1962 fu prodotta la Cometa un curioso apparecchio con soluzioni originali anche se non necessariamente funzionali e comode; ad esempio il pomello per l'avanzamento della pellicola era posto nella parte inferiore dell'apparecchio a sinistra mentre sulla destra era presente la slitta portaflash. Altra particolarità era che per poter aprire il dorso dell'apparecchio occorreva svitare la ghiera presente intorno alla lente posteriore del mirino, fatto questo si asportava completamente il dorso e si poteva caricare la pellicola; ovviamente per chiudere l'apparecchio si doveva avvitare di nuovo la ghiera intorno al mirino: un sistema tutt'altro che comodo. .Sempre nel 1962 iniziò la produzione di un altro apparecchio denominato Koroll II Seguendo la tradizione era un apparecchio per pellicola formato 120 su cui impressionava negativi di 3x4,5 cm; in pratica andava a sostituire nella famiglia delle fotocamere Bencini le Koroll 24 e 24 S, rispettandone l'impostazione generale ma presentando un aspetto più moderno. La Koroll II venne prodotta per circa 10 anni e subì una serie di modifiche sia estetiche che tecniche (obiettivo ed otturatore) dando luogo ad alcune varianti tra cui un modello denominato Koroll 2. Nel 1963 venne presentata la nuova versione dell'apparecchio Comet che andava a sostituire il vecchio modello mentre continuavano ad essere disponibili la Comet II e la Comet III. La nuova Comet non rappresentava nulla di particolarmente nuovo; infatti l'obiettivo,  l'otturatore, l'aspetto generale e la disposizione dei comandi erano del tutto analoghi a quelli utilizzati nella Koroll II  solo le dimensioni erano ridotte dal momento che l'apparecchio era stato concepito per l'utilizzo della pellicola formato 127 e per negativi di 3x4 cm. Anche questo apparecchio fu prodotto per circa 10 anni subendo praticamente le stesse modifiche estetiche e tecniche (obiettivo ed otturatre) degli altri modelli Bencini dello stesso periodo. Siamo così arrivati al 1963, anno importante e decisivo per tutto il settore degli apparecchi fotografici economici per il dilettante, anno in cui la Kodak presentò un nuovo sistema destinato a rivoluzionare il settore.

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