STORIA DELLA BENCINI


Parte quinta: apparecchi tipo Instamatic e Pocket Instamatic.
A partire dal 1969 la Bencini iniziò anche la produzione di apparecchi per il formato 126 più convenzionali e simili a quelli della concorrenza; tra il 1969 e il 1970 vennero prodotti: Comet 100, Comet 200, Comet 400 (all'estero anche Unimatic 400) Comet 404 (all'estero anche Unimatic 200) Nel 1970 la Sylvania presentò un nuovo tipo di lampada lampo denominata MAGICUBE, che in pratica assomigliava al cuboflash ma non necessitava per l'accensione della corrente fornita dalle pile. Infatti l'accensione della lampada era provocata dall'urto di una molletta metallica presente nello stesso magicube e che veniva azionata dall'apparecchio fotografico; il vantaggio di questa lampada lampo era nella eliminazione della presenza delle batterie nell'apparecchio che potevano, a causa di una cattiva manutenzione. provocare fenomeni di corrosione a volte così gravi da rendere l'apparecchio inutilizzabile. Questo nuovo tipo di lampada lampo necessitava di un attacco specifico e non poteva essere usata sugli apparecchi con attacco per cuboflash. La Bencini tra il 1970 ed il 1978 mise in commercio una serie di apparecchi con attacco per magicube e riconoscibili dalla presenza de una X dopo il nome: Comet 200 X, Comet 404 X, Comet 455 X, Comet 505 X, Comet 555 X, Comet 126 X ,Comet 426 X Tra questi apparecchi quelli più interessanti furono la Comet 505 X e la Comet 555 X che incorporavano una fotocellula al selenio con il compito di avvisare il fotografo quando la luce era insufficiente ed era necessario usare il flash. A partire dal 1979 la Bencini introdusse negli apparecchi tipo instamatic l'uso per della leva di carica rapida al posto della rotella fino ad allora utilizzata, nei nomi delle fotocamere venne aggiunta la lettera L: Comet 455 XL, Comet 555 XL, Comet 126 XL, Comet 226 XL, Comet 326 XL, Comet 600 XL, Comet 800 XL, Discover 1000, Discover 2000 Gli apparecchi della serie Discover potevano avere il frontale in diversi colori (rosso, azzurro, verde, argento, giallo, bianco, ocra) Nel 1972 la Kodak rivoluzionò per la seconda volta il settore delle fotocamere economiche presentando alla Photokina di Colonia gli apparecchi POCKET INSTAMATIC. Era in pratica il sistema già collaudato con successo nelle fotocamere Instamatic del 1963 con la differenza che la pellicola utilizzata, denominata formata 110, era molto più stretta di quella del formato 126 (il negativo che si otteneva era di soli 13x17 mm); il risultato fu di avere caricatori e quindi apparecchi molto più piccoli e leggeri; d'altra parte il notevole miglioramento avuto nelle prestazioni delle pellicole consentiva di ottenere anche da negativi così ridotti delle stampe di qualità accettabile. Nel giro di un paio di anni anche altri fabbricanti adottarono questo nuovo formato tra cui la Bencini che alla Photokina del 1974 presentò la Comet 310, un apparecchio in metallo con discrete caratteristiche tecniche; nel 1975 alla Comet 310 venne affiancato un altro apparecchio più semplice per completare la famiglia per caricatori 110, la Comet 210. Nel 1976 la Philips inventò un nuovo tipo di lampada lampo denominata FLIP- FLASH e formata da 8 lampade collegate in due serie di 4, l'accensione delle lampade avveniva per mezzo di fenomeni piezoelettrici. Ovviamente l'innesto per questa nuova lampada lampo era differente da quello per il magicube e nel 1976 la Bencini iniziò la produzione di una nuova serie di apparecchi per caricatori formato 110 adatti all'uso del Flip-flash: Comet 218, Comet 318, Comet 418. Nel 1979 le stesse fotocamere vennero dotate di una maniglia per facilitarne la presa, la stessa maniglia faceva anche da custodia rigida per l'apparecchio quando veniva ripiegata sullo stesso; si ebbero pertanto gli apparecchi Comet 218 S, 318 S, 418 S con caratteristiche tecniche molto vicine a quelle dei corrispondenti modelli senza maniglia (e quindi anche senza S) a cui venne aggiunto un quarto modello denominato Comet 118 S.

Comet-218SComet-310
Comet-400

Comet-418Comet-555XL