STORIA DELLA BENCINI

ROBY e ROBI
La ROBY (poi ROBI) era un apparecchio box in metallo rivestito in cartone simil-pelle di colore nero per il formato 6x9 cm su pellicola formato 120. Il nome prende origine dal nome del figlio di Antonio Bencini, Roberto; in questo modello appare evidente l’influsso delle precedenti esperienze industriali maturate nella Fiamma e nella Film.La Y finale nel nome non piacque molto alle autorità fasciste impegnate in una campagna contro le parole straniere e per questo il nome fu in seguito italianizzato in ROBI. Questo apparecchio fu uno dei primi ad essere prodotto dalla nuova società milanese di Antonio Bencini a partire dal 1937 – 38; la produzione continuò fino all’inizio della 2^ Guerra Mondiale e non si può escludere che anche durante la guerra un certo numero di esemplari possa avere visto la luce. La produzione di questo apparecchio riprese anche nei primissimi anni del dopoguerra; in tutto questo periodo subì alcune piccole modifiche che riguardarono solo l’aspetto estetico senza mai modificare le caratteristiche tecniche e le prestazioni. Le parti che subirono modifiche furono in particolare la mascherina con scritte posizionata a contorno dello obiettivo e la manopolina da ruotare per fare avanzare la pellicola Dal punto di vista collezionistico questa fotocamera è abbastanza comune in entrambe le denominazioni e di modesto valore economico; tuttavia ritengo che questo oggetto non possa mancare in una collezione di apparecchi fotografici Made in Italy per il valore storico che rappresenta.

roby scheda tecnica

roby varianti
robiroby 1
roby icafroby aperta
roby scatola