GATTO Cav. ANTONIO – FABBRICA APPARECCHI SONNE

Durante la Seconda Guerra Mondiale molte grandi industrie nel tentativo sfuggire alle incursioni aeree degli Alleati decentrarono i propri reparti produttivi trasferendoli in località ritenute più sicure. Così le Officine Galileo aprirono una succursale a Pordenone dove trovò lavoro tra gli altri Antonio Gatto. Terminata la guerra come era ovvio aspettarsi le Officine Galileo riportarono la produzione nelle sedi principali di Firenze e Milano chiudendo via via le varie sedi decentrate; Antonio Gatto insieme ad un socio ex fotografo di nome Severa rilevò parte dei macchinari dello stabilimento Galileo di Pordenone ed avviò una propria attività di produzione di apparecchi fotografici progettati da un tecnico di nome Pignat. Per i propri apparecchi Antonio Gatto decise di utilizzare il nome SONNE, parola tedesca che significa sole; la scelta di un nome straniero ed ancor più tedesco fu sicuramente una mossa intenzionale per fare maggiore presa su un pubblico di fotografi, potenziali clienti, di cui era ben nota la tendenza esterofila e forse a rimarcare la volontà del costruttore di voler fabbricare prodotti di alta qualità. Per rendere gli apparecchi fotografici ancora più “stranieri” nelle fotocamere Sonne veniva incisa sulla calotta la scritta “Germany patent”. Nel 1948 iniziò la produzione del primo modello di fotocamera denominato
SONNE IV; era un apparecchio simile alla Leica con le seguenti caratteristiche: - formato 24x36 mm su pellicola 35 mm in caricatori standard – ottica intercambiabile con innesto a vite 39x1 – telemetro accoppiato alla messa a fuoco ma separato dal mirino – otturatore a tendina con tempi da 1/20 a 1/1000 più la posa B. Questo apparecchio veniva venduto con un obiettivo 50 mm 1:3,5 denominato Adlenar con diaframma regolabile da 1:3,5 a 1:22. La Sonne IV fu costruita in due versioni che differivano solo per lo stile delle incisioni sulla calotta e per la numerazione utilizzata nella identificazione delle fotocamere: in un primo tipo il nome era scritto in corsivo ed il numero di matricola, di 4 cifre, iniziava con la cifra 2; in un secondo tipo il nome dell’apparecchio era scritto in stampato minuscolo ed il numero di matricola, di 4 cifre, iniziava con la cifra 0. Sempre di questo primo periodo è la realizzazione per conto del grossista Giorgio Moretti di Venezia di alcuni esemplari di una fotocamera prototipo praticamente identica alla Sonne IV, denominata FAF, in cui l’unica differenza era nelle finestrelle del telemetro e del mirino che in queso prototipo erano rettangolari anziché tonde. E’ curioso notare come la Sonne IV pur essendo il primo modello di fotocamera fabbricato nelle officine Gatto sia stato battezzato con il numero IV , forse perché all’epoca la Leica era arrivata al III modello a vite. Nel periodo 1950 – 1952 venne fabbricato un nuovo modello di fotocamera denominato SONNE V; si trattava sempre di un apparecchio tipo Leica, molto simile al modello precedente da cui differiva oltre che per piccoli aspetti estetici, di scarso impatto visivo, per alcune caratteristiche tecniche: - otturatore a tendina con tempi da 1 secondo a 1/1000 più la posa B – presenza della sincronizzazione per l’uso del lampeggiatore e della relativa presa sincro sulla parte frontale dell’apparecchio. In alcuni esemplari di di questo apparecchio erano presenti due prese sincro probabilmente una per lampeggiatori tipo Vacublitz e l’altra per lampeggiatori elettronici. Per cercare di incrementare le vendite la distribuzione di questa fotocamera venne affidata al grossista F. Annigoni di Modena che offriva sul proprio catalogo la possibilità di acquistare l’apparecchio corredato con tre diversi obiettivi normali: con l’Elionar 50/3,5, fabbricato nella stessa officina della Sonne, con lo Schneider Xenar 50/3,5 e con lo Schneider Xenon 50/2; il prezzo ovviamente variava passando dalle 58.000 alle 69.000 lire, per raggiungere infine le 80.000 lire (prezzi del 1952). Alla Fiera di Milano del 1953 presso lo stand dello stesso Annigoni venne presentata al pubblico la SONNE C; era una fotocamera che manteneva le stesse caratteristiche fondamentali della Sonne V con alcune piccole modifiche nella parte relativa al mirino ed al telemetro che erano più grandi, più luminosi e di forma rettangolare. Anche in questo caso gli obiettivi disponibili erano quelli che già equipaggivano la Sonne V e cioè Elionar 50/3,5, Xenar 50/3,5 e Xenon 50/2. Alcuni modelli di Sonne C anticiparono una caratteristica che sarà di serie nel modello successivo e cioè la doppia sincronizzazione per Vacublitz e per lampo elettronico con regolazione mediante una piccola rotellina di comando esterna posta sul frontale della macchina. Alla Fiera di Milano del 1954 venne presentata la SONNE C4, ulteriore variazione sul tema delle copie Leica, che si distingueva dalla produzione precedente per la presenza del mirino-telemetro che obbligò i progettisti a ridisegnare tutta la parte superiore del corpo macchina in cui era ben evidente la finestra da utilizzare per l’inquadratura e la messa a fuoco. Le altre caratteristiche tecniche fondamentali erano: - formato 24x36 mm su pellicola 35 mm in caricatori standard – ottica intercambiabile con innesto a vite 39x1 – otturatore a tendina con tempi da 1 secondo a 1/1000 più la posa B – doppia sincronizzazione con comando esterno. La fotocamera veniva offerta corredata dai soliti obiettivi (Elionar 50/3,5, Xenar 50/3,5, Xenon 50/2) con lenti trattate per l’uso delle pellicole a colori ed anche con lo Xenar 50/2,8 anche questo con trattamento antiriflesso. Dal punto di vista collezionistico esistono due versioni della Sonne C4 che in pratica differivano solo per alcune incisioni presenti nel secondo tipo ed in particolare per il disegno di un sole e per la scritta “sonne” in corsivo sulla parte frontale della calotta. Inoltre sempre sulla calotta venne finalmente incisa la scritta “made in Italy” in sostituzione di “Germany Patent”. Sempre nel secondo tipo il numero di matricola era preceduto dalla scritta C4 mentre nel primo tipo il numero di matricola era seguito dalla lettera C. Questo apparecchio era distribuito direttamente dal costruttore che si impegno in una buona campagna pubblicitaria su diverse riviste italiane specializzate che si protrasse fino al 1956, probabile anno di chiusura dell’azienda. La chiusura delle Officine Gatto impedì l’uscita di un nuovo apparecchio, denominato VESTACROM, già costruito allo stadio di prototipo. La nuova fotocamera assomigliava molto alla Sonne C4, con la presenza del mirino telemetro e identiche caratteristiche tecniche; a prima vista le uniche differenze riscontrabili erano la diverso disposizione delle finestre del mirino telemetro e del pulsante di scatto. La produzione di apparecchi Sonne fu complessivamente modesta, con volumi di produzione che possono essere stimati come segue: 400-500 esemplari di Sonne IV, 300-400 esemplari di Sonne V, 400-500 esemplari di Sonne C e 600-700 esemplari di Sonne C4. Le Officine Gatto produssero o fecero produrre anche alcuni accessori per le fotocamere Sonne: per i vari apparecchi era disponibile una robusta borsa in cuoio, sulle Sonne IV e V era possibile montare un paraluce rettangolare ad incastro; migliore era la dotazione per le Sonne C e C4 con un paraluce rotondo a vite con alloggiamento ad incastro per i filtri, relativo filtro giallo e custodia in cuoio per paraluce e filtro, lenti addizionali. Ma l’accessorio disponibile più interessante fu un mirino universale multifocale a cornicette regolabili utilizzabile con obiettivi da 35 a 135 mm; tale mirino andava posizionato nella slitta porta accessori ed, a sua volta, era dotato nella parte superiore di una slitta. Gli accessori delle Officine Gatto erano in alcuni casi marcati con il logo “sonne” ma potevano essere anche completamente anonimi; ciò vale anche per il mirino multifocale che rimane comunque un accessorio decisamente raro.