GAMMA – ROMA Officine Meccaniche di Precisione

Nei primi anni del secondo dopoguerra a Roma nacquero alcune delle più interessanti ed innovative fotocamere prodotte in Italia in quel periodo; una delle protagoniste fu la Gamma.
Sulla nascita di questo apparecchio e dell’azienda che lo produsse nuove e più precise informazioni vengono fornite da Marco Antonetto nel suo nuovo e bellissimo libro dedicato alla Rectaflex, in cui dedica ampio spazio alle vicende della Gamma, agli uomini che le diedero vita, alle vicissitudini che portarono alla cessazione della produzione.
La storia iniziò alla Fiera di Milano del 1946.
Nello stand della società Fratelli Koristka erano presenti alcuni prototipi (due o tre) di un apparecchio fotografico per pellicola 35 mm simile alla Leica progettati e costruiti a Roma presso l’officina di riparazione di apparecchi fotografici gestita da Ireneo Rossi coadiuvato dai figli Silvano e Giuliano.
Ciò che caratterizzava questi apparecchi era la presenza di una tendina completamente metallica e l’ottica intercambiabile; i fratelli Rossi avevano progettato della Gamma tre diversi modelli: il modello I senza telemetro e velocità da 1/20 a 1/500, il modello II dotato di telemetro e velocità da 1/20 a 1/750 ed infine modello III con telemetro e velocità da 1 secondo a 1/750.
L’ottica era il Victor Gamma dei fratelli Koristka 55/3,5 con attacco a baionetta; la pellicola passava da un caricatore all’altro ed esisteva una taglierina che consentiva di poter sviluppare lo spezzone già esposto.
Questi modelli non entreranno mai nella produzione di serie.
Questi apparecchi attirarono l’attenzione di vari visitatori e tra questi di Telemaco Corsi, avvocato, appassionato di fotografia e di meccanica, responsabile di una società con sede a Roma facente parte di un importante gruppo industriale che incontreremo ancora quando racconteremo le vicende in un altro apparecchio: la Rectaflex.
Corsi contattò i fratelli Rossi con i quali raggiunse in poco tempo un accordo per la cessione dei brevetti, dopodiché venne creata la società “ Gamma – Officine Meccaniche di Precisione” in cui Corsi si associò con un costruttore edile romano di nome Flamman mentre per Ireneo Rossi ed i figli erano previste delle provvigioni per ogni apparecchio costruito ed un compenso per la direzione tecnica ed il collaudo.
Nel 1947, sempre in occasione della Fiera di Milano, verrà presentato il modello definitivo destinato alla produzione di serie derivato dal modello II del 1946 (per questo viene comunemente indicato come
Gamma II); rispetto al prototipo aveva le finestrelle del telemetro rotonde e la velocità massima era stata portata ad 1/1000; la forma era piacevolmente arrotondata e le due sporgenze anteriori rendevano ergonomica la presa.
Di questo modello verranno prodotti in 3 anni circa 700 pezzi (è censita una 00613 e una 00674), con numero di matricola a 5 cifre compresi 2 zeri iniziali con piccole differenze tra la produzione del primo periodo, con 4 viti intorno all’obiettivo e una sotto la cornice del mirino e la scritta sul retro “Gamma Officine Meccaniche di Precisione – Roma – brev. internazionali”, e quella dell’ultimo periodo, senza le 5 viti e con la scritta “Gamma officine – Roma – brev. internazionali”.
Con il passare del tempo l’azienda si rese conto che l’attacco a baionetta specifica limitava fortemente la diffusione per l’impossibilità di usare ottiche che non fossero specificatamente prodotte ed è per questo motivo che nel 1949 venne presentato un nuovo modello con passo a vite 39x1 in grado così utilizzare tutte le ottiche Leica o prodotte per essere usate sulla Leica; la nuova Gamma si poteva considerare derivata dal modello III del 1946 dal momento che l’otturatore era in grado di lavorare con le velocità lente fino a 1 secondo (per questo viene comunemente indicata come
Gamma III).
Di questo modello si conoscono almeno 4 versioni, in totale circa 1500 pezzi (ultimo numero di matricola censito 11564), con differenze per quanto riguarda il contafotogrammi, un doppio sistema per l’apertura del dorso (leva sul tettuccio e altra leva sul fondello) e le scritte sulla calotta e sul dorso.
Alla XXIX fiera di Milano nel 1951 venne presentata la prima Gamma a tendina sincronizzata (la ditta Bagnini, casa grossista nel suo catalogo del 1953 presentava entrambe le versioni sincronizzate).
Furono fabbricate 30/40 esemplari di Gamma III marcati
Aeronautica Militare equipaggiati con obiettivo Galileo Eptamitar 50/2 anche questo marcato AM prodotti per le forze armate italiane (il numero dei falsi in questo caso è consistente).
Completano la serie delle Gamma quelle ad ottica intercambiabile senza mirino della
serie R costruite per uso scientifico e quelle della serie ML (microlab) costruite per essere utilizzate con il microscopio, nella maggior parte dei casi un Koristka.
Le ottiche montate sulle Gamma erano per lo più Koristka Victor 55mm 1:3,5, ma soprattutto per il modello a vite erano a catalogo un certo numero di ottiche che coprivano le focali da 28 mm a 145 mm.
Pochi invece gli accessori: oltre alle borse erano disponibili il paraluce ed alcuni filtri colorati.
La vendita delle fotocamere a ottica intercambiabile cessò nel 1952.
Il già citato libro di Antonetto racconta e chiarisce i motivi di tale repentina interruzione che vanno ricercati sia nella sfera dei rapporti interpersonali tra i principali esponenti che si muovono nella società che in problemi di natura più economica.
Telemaco Corsi uscì quasi subito dalla compagine societaria per gettarsi anima e corpo nella avventura chiamata Rectaflex e venne rimpiazzato da altri soci; di lì a poco i rapporti tra i fratelli Rossi e la proprietà diventarono difficili al punto che gli stessi decisero di non occuparsi più della direzione tecnica.
A ciò va aggiunto che le vendite non andavano come sperato e la società cominciò a non versare più le provvigione alla famiglia Rossi che diede avvio ad una causa che portò ad una sentenza del tribunale che blocco l’utilizzo dei brevetti e del nome per cui la società di Flamman e soci dovette cessare la produzione degli apparecchi Gamma a tendina metallica.
La produzione delle fotocamere a ottica intercambiabile cessò quasi contemporanea alla nascita, nel 1951, della
Perla.
Fu un vero successo commerciale dovuto in gran parte all’ottimo rapporto qualità prezzo!
La Perla era una fotocamera ad ottica fissa, con telemetro accoppiato e mirino con immagine a grandezza naturale; tre i modelli inizialmente disponibili:
A con ottica Koristka 55/3.5,
B Schneider Xenar 50/2.8 e
C Schneider Xenon 50/2 (tutti con otturatore Compur Rapid da 1 secondo a 1/500).
Nel 1952 i modelli pubblicizzati erano in totale 5:
A con ottica Stigmar 50/3.5,
A1 Steinheil Cassar 50/2.8,
A2 Schneider Xenar 50/3.5, (tutti con otturatore Prontor S da 1 secondo a 1/300)
B
Schneider Xenar 50/2.8,
C Schneider Xenon 50/2 (con otturatore otturatore Compur Rapid da 1 secondo a 1/500).

Ma la Perla era equipaggiata anche da un obbiettivo Cassar 50/3.5, da un Staeble Kata 50/3.5 e incredibilmente l’esemplare n. 18406 ha una stranissima ottica grandangolare Radionar 37,5/3.5.
Nel 1953 venne commercializzata la versione economica della Perla, una bella fotocamera senza telemetro, la
Stella, dall’estetica aggressiva e tuttavia essenziale.
La Stella a differenza della Perla fu commercializzata esclusivamente con ottica Staeble Kata 50/3.5; (nonostante fosse una fotocamera destinata ad un pubblico di dilettanti è sicuramente una delle Gamma più rare.)

Negli anni successivi furono apportate una serie di modifiche alla Perla.
La carica dell’otturatore accoppiata all’avanzamento della pellicola ed altre migliorie tecniche diedero vita alla
Perla I; la dotazione di obbiettivi era grosso modo la stessa della Perla, fu inoltre messo in vendita un modello con esposimetro al selenio.
Nel 1954 alla solita Fiera di Milano venne presentato un nuovo modello, la
Perla II, di dimensioni maggiori rispetto alle sorelle e, prima ed unica Gamma, con una leva di carica da azionare in senso orario anziché con il solito bottone sul tetto.
La Perla II destinata ad un utente più esigente fu commercializzata a partire dal 1956 e venduta con cinque diverse ottiche.
Nello stesso anno venne messa in produzione la
Alba, un fotocamera economica venduta in 2 versioni con ottica Staeble Kata 50/3.5, Radionar 50/2.8; furono venduti anche modelli dotati di Staeble Kata 50/3.5, Steinheil Cassar 50/3.5 e 50/2.8, Ennagon 45/2.8, Ennagon 50/2.8 ed esposimetro, sintomo del fatto che, imminente la chiusura dell’azienda, si cercasse di smaltire scorte consistenti, dando vita ad una serie di modelli non classificabili e per questo rari se non addirittura unici.
La storia produttiva della Gamma SrL si concluse con la Atom con ottica Ennagon 45/2.8 e con la Atlas, in assoluto la più semplice ed economica tra le fotocamere prodotte, estremo tentativo di ritagliarsi una fetta di mercato seppure di poche pretese.