G. G. S. ( poi Fotorex )

La G.G.S. nacque a Milano alla fine della Seconda Guerra Mondiale ad opera di due ex-dipendenti della Filotecnica Salmoiraghi e precisamente Gian Antonio Sommaruga e l’Ing. Carlo Gnecchi (infatti la sigla GGS stava per Gnecchi e Giovanni Sommaruga).
Sul finire della guerra la Salmoiraghi aveva avviato studi e progetti in vista della inevitabile riconversione alla produzione civile e tra le varie possibilità era ben presente quella riguardante la produzione di apparecchi fotografici, settore in cui la Salmoiraghi era gia presente prima dell’inizio del conflitto.
Terminata la guerra però i vertici aziendali decisero di non rientrare più nel settore fotografico, così Sommaruga e Gnecchi chiesero ed ottennero di poter sfruttare i progetti elaborati e fondarono la loro società iniziando a lavorare, come spesso accadeva a quei tempi, in locali di fortuna ricavati nelle proprie abitazioni.
La distribuzione degli apparecchi prodotti venne affidata ad un noto ed esperto grossista del settore, A.G. Dell’Acqua di Genova, che peraltro si trovava nella necessità di rimpiazzare nel proprio listino gli apparecchi tedeschi prima venduti in quel momento non disponibili a causa delle distruzioni della guerra.
Alla Fiera di Milano del 1946, la prima del dopoguerra, allo stand di Dell’Acqua era presente la
LUCKY, il primo apparecchio prodotto dalla G.G.S. ; era un apparecchio di dimensioni ridotte per il formato 24x36 mm su pellicola 35 mm in caricatori standard con ottica fissa e privo di telemetro.
Montava un obiettivo con montatura rientrante di 50 mm 1:3,5, denominato Solar Anastigmat, con diaframma regolabile da 1:3,5 a 1:18 ed un otturatore centrale a 5 velocità da 1/20 a 1/200 più la posa B ma senza sincronizzazione per il lampo.
Successivamente la Lucky subì alcune piccole modifiche tecniche: la luminosità dell’obiettivo venne leggermente aumentata e portata a 1:3,2 ed anche l’otturatore evnne modificato e le velocità divennero 4, da 1/20 a 1/300 di secondo.
Nel 1947 venne presentata la
LUCKYFLEX, una fotocamera delle caratteristiche particolari, unica nel suo genere nella produzione Made in Italy; si trattava di un apparecchio reflex biottica che utilizzava pellicola 35 mm con negativi di formato 24x36 mm; la pellicola veniva fatta scorrere in senso verticale, in questo modo le dimensioni erano veramente ridotte.
La Luckyflex montava lo stesso obiettivo della Lucky, il Solar Anastigmat 50/3,2, ed un otturatore a 5 velocità da 1/20 a 1/300 più la posa B, come nella Lucky non era presente la sincronizzazione per il flash.
Come in tutte le biottiche per inquadrare e mettere a fuoco il soggetto si utilizzava un mirino a pozzetto che montava un obiettivo identico a quello utilizzato per la ripresa; per facilitare la messa a fuoco si poteva sollevare una lente presente nel mirino.
In un primo modello l’avanzamento della pellicola era comandato da un pomello che venne poi sostituito da una leva rapida.
La vita della G.G.S. fu brevissima, circa due anni, segno che i modelli prodotti non ebbero il successo sperato; la società venne così ceduta all’Ing. Gecchele che sotto la ragione sociale di Fotorex iniziò a produrre apparecchi per la riproduzione di documenti in forma di microfilm.
Il primo apparecchio prodotto venne chiamato
MICROFLEX e forniva negativi 24x36 mm su spezzoni di pellicola 35 mm da 400 fotogrammi ca con avanzamento motorizzato.
Non è facile stabilire quanti furono gli esemplari di Lucky e Luckyflex prodotti dal momento che sugli apparecchi non veniva riportato alcun numero di matricola, la maggior parte degli esperti ha stimato la produzione in circa 2000 pezzi per la Luckyflex e circa 3000 – 5000 pezzi per la Lucky; pare che una consistente quota della produzione sia stata esportata e venduta all’estero.