TIRANTI CESARE – ROMA Costruzione Apparecchi Fotografici

Negli anni 40, dopo aver insegnato elettrotecnica in una scuola romana, il prof. Cesare Tiranti, con l’aiuto del figlio Flaminio, iniziò a costruire apparecchiature ottiche per le Forze Armate italiane. Alla fine della seconda guerra mondiale, come molti altri, dovette convertire la produzione verso il mercato civile, lo fece progettando e realizzando apparecchi molto particolari ad uso soprattutto dei fotografi professionisti. Nel 1948 realizzò la
CINEFOTO (detta anche ROMA 48), una fotocamera che su una lastra di 9x12 cm, contenuta in un normale portalastre, era in grado di produrre ben 48 fotogrammi di 13x14 mm. Era un apparecchio dalle dimensioni considerevoli (cm 40x31x13 ca.) con obiettivo Koristka Aether 45/4,5 a fuoco fisso e con un otturatore a ghigliottina capace di un unico tempo non specificato; un meccanismo faceva muovere la lastra in senso orizzontale e verticale durante ogni scatto permettendo così all’obiettivo, che stava fermo, di impressionare i 48 fotogrammi. L’avanzamento e lo scatto si ottenevano movendo avanti e indietro la grossa leva presente sulla destra dell’apparecchio con possibilità di ottenere anche sequenze quasi cinematografiche (da qui probabilmente in nome di Cinefoto). Sul lato sinistro era ricavato un piccolo vano capace di contenere una decina di portalastre con lastre pronte all’uso o già impressionate. Nel 1950 venne realizzata la SUMMA, un apparecchio professionale per lastre fino al formato di 9x12 cm e caratterizzato dalla presenza di una torretta girevole su cui potevano essere montati 3 obiettivi con lunghezza focale compresa tra 150 e 210 mm. Montava un otturatore a doppio comando sincronizzato sia per la lampade lampo che per il lampeggiatore elettronico ed un mirino multifocale con correzione automatica del parallasse. Altra particolarità era la possibilità di eseguire ben 4 fotogrammi di 3x4 cm su una lastra di 6,5x9 cm. L’apparecchio veniva fornito completo di cavalletto a colonna regolabile con basamento a tre piedi e testa panoramica. Alla Fiera di Milano del 1955 venne presentata una nuova fotocamera denominata SUMMA REPORT che riscosse immediatamente vasta eco su tutte le più importanti riviste fotografiche sia italiane che estere. La Summa Report era per certi aspetti una evoluzione dell’apparecchio precedente ed era destinato, come insito nel nome stesso, ad essere utilizzato dai fotoreporter, una categoria di fotografi professionisti che necessitava di fotocamere robuste, pratiche, precise in quel momento sul mercato nazionale introvabili o eccessivamente costose. Caratteristica fondamentale di questo apparecchio era la presenza di una torretta girevole su cui erano montati 4 obiettivi, o sarebbe meglio dire 2 coppie di obiettivi; ogni coppia aveva la stessa focale che nello specifico era di 65 e 105 mm, considerando che il formato era di 6x9 cm si trattava di una focale normale e di una grandangolare. In ogni coppia un obiettivo serviva per la ripresa vera e propria mentre l’altro serviva per inquadrare e mettere a fuoco il soggetto in un mirino costituito da un vetro smerigliato completo di lente di Fresnel; ruotando opportunamente la torretta era possibile utilizzare nella ripresa e nella visione la focale desiderata. Per la ripresa la Summa Report montava due obiettivi Schneider, uno Xenar 105/4,5 ed un Angulon 65/6,8, ogni obiettivo montava un otturatore Synchro Compur con tempi da 1 secondo a 1/500 più la posa B. L’apparecchio era sincronizzato sia per le lampade lampo che per il lampeggiatore elettronico; era possibile dotare l’apparecchio di due lampeggiatori a torcia che potevano essere utilizzati simultaneamente oppure separatamente grazie ad appositi interruttori. Per la visione gli obiettivi normalmente usati erano due Galileo Reflar 105/4 e 65/3,5, ma in alcuni apparecchi furono utilizzati obiettivi Schneider, Zeiss o Voigtlander; per inquadrare il soggetto era disponibile anche un mirino iconometrico ribaltabile. La Summa Report poteva utilizzare vario materiale sensibile come lastre e film piani formato 6,5x9 cm in idonei portalastre o pellicola in rullo formato 120 contenuta in appositi portarulli. La Summa Report era costruita utilizzando una speciale lega e, pur essendo un apparecchio voluminoso, risultava essere abbastanza leggera, inoltre era dotata di due comode maniglie per favorire una comoda impugnatura, in ognuna delle due era presente il pulsante di scatto e la rotella zigrinata per regolare la messa a fuoco che avveniva per spostamento parallelo della torretta rispetto al piano focale. Nel 1958 improvvisamente Cesare Tiranti morì a seguito di una trombosi; la produzione proseguì ancora per qualche anno per cessare definitivamente nei primi anni 60. In totale furono prodotti 100 esemplari di questa fotocamera con numerazione da 101 a 200.