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GGS Luckyflex

Serial Number: senza numero

Year: 1947

G.G.S. Luckyflex – Un’innovazione Made in Italy

Nel 1947, la G.G.S. (Gnecchi e Sommaruga) presentò la Luckyflex, una fotocamera che si distinse per le sue caratteristiche innovative e per la sua unicità nel panorama della produzione fotografica italiana. Si trattava di una reflex biottica a pellicola 35 mm, un formato solitamente riservato alle fotocamere a telemetro o reflex a obiettivo singolo, rendendo la Luckyflex una proposta tecnica fuori dagli schemi.

Grazie al trascinamento verticale della pellicola (formato negativo 24×36 mm), la fotocamera manteneva dimensioni insolitamente compatte per una biottica: appena 125×65×75 mm per un peso di circa 750 grammi. Una vera compatta reflex per l’epoca.

Caratteristiche tecniche

Obiettivo: Solar Anastigmat 50 mm f/3,2, lo stesso della Lucky, accoppiato tramite ingranaggio all’obiettivo di visione

Otturatore: Centrale a lamelle, con velocità di 1/20, 1/25, 1/50, 1/100, 1/300 s + posa B; assenza di sincronizzazione flash

Mirino: Biottico con lente d’ingrandimento ribaltabile per agevolare la messa a fuoco

Avanzamento pellicola: inizialmente con pomello, poi sostituito da leva rapida; contatore dei fotogrammi integrato

Unicità e produzione

La Luckyflex fu prodotta in circa 2.000 esemplari, numero esiguo che ne accresce oggi la rarità collezionistica. Il suo sistema biottico verticale per pellicola 35 mm, unito alla struttura compatta, rappresentava una vera anomalia nel mercato fotografico di fine anni ’40.

Nonostante non ebbe un seguito commerciale significativo, la Luckyflex è oggi riconosciuta come una delle più rare e affascinanti fotocamere italiane del dopoguerra. Rappresenta una sintesi perfetta tra ingegno tecnico e design funzionale, e testimonia il desiderio della piccola industria italiana di competere con i grandi nomi internazionali puntando su soluzioni originali e coraggiose.

La Luckyflex resta una pietra miliare dell’ingegneria fotografica italiana: un esperimento visionario che, pur durato poco, ha lasciato un segno indelebile nella storia della fotografia europea.