Serial Number: 29995
Year: 1953
La Rectaflex Gold (1953)
Le celebri Rectaflex “Gold” furono realizzate come omaggio destinato a figure di grande prestigio internazionale. Ad oggi sono stati identificati otto destinatari di questi rarissimi apparecchi.
Tra i primi esemplari vi furono quelli costruiti utilizzando le Rectaflex A.1000 della prima serie: una versione con rivestimento in pelle di lucertola bianca destinata a Sua Santità Papa Pio XII e una seconda, con finitura marrone chiaro, donata a Re Farouk d’Egitto.
Successivamente vennero assemblate altre Rectaflex Gold partendo dalla serie 25000. Una fu trattenuta come esemplare celebrativo della fabbrica e del lavoro svolto dall’intero gruppo di tecnici e operai, per poi essere venduta in seguito a un proprietario rimasto sconosciuto. Altri apparecchi furono invece destinati a personalità illustri come Luigi Einaudi, Presidente della Repubblica Italiana dal 1948 al 1955; mentre un altro esemplare raggiunse gli Stati Uniti, dove Robert Brockway della Director Products lo donò al presidente Dwight D. Eisenhower, Presidente degli Stati Uniti; Sir Winston Churchill, Primo Ministro britannico; il dottor Odasso, presidente della Viscosa, il cui esemplare è oggi conservato al Museo di Torino; e il signor Tieman, presidente della Telos e importatore Rectaflex per la Francia. Secondo alcune testimonianze, quest’ultima macchina sarebbe poi stata rivenduta a un farmacista e poi nel tempo arrivò a Padova da un collezionista, infine a me, ed è quella rappresentata in queste pagine. Personalizzata e marcata Teleos, Paris e con ottica Som Berthiot 50mm f2,8.
La produzione complessiva delle Rectaflex Gold rimase estremamente limitata e con ogni probabilità non superò la decina di esemplari.
L’idea nacque tra il 1952 e il 1953 da Telemaco Corsi. Sebbene non fosse del tutto nuova la realizzazione di apparecchi fotografici di lusso rifiniti in oro e rivestiti in pelle esotica, risultò straordinariamente innovativa la scelta di associare questo concetto a quella che, nei primi anni Cinquanta, era considerata una delle reflex 35 mm più avanzate e sofisticate al mondo, per certi aspetti persino più moderna e interessante delle Leica contemporanee. L’iniziativa si rivelò brillante anche grazie all’eco mediatica ottenuta negli Stati Uniti, dove stampa e televisione dedicarono spazio all’avvenimento.
Nel Laboratorio Sperimentale erano ancora disponibili alcune Rectaflex A.1000 dotate di taglia-pellicola. Corsi incaricò il reparto galvanico dello stabilimento di effettuare una speciale nichelatura dorata su diversi componenti di queste macchine. Il risultato fu talmente soddisfacente che si decise di completare due apparecchi interamente dorati. Gli esemplari vennero assemblati e rifiniti con grande cura anche nelle parti non dorate, verniciate in una delicata tonalità albicocca, e rivestiti con pregiata pelle di lucertola: bianca per uno e marrone chiaro per l’altro.
La macchina bianca, numerata S.1.N.2311, fu preparata per Papa Pio XII, mentre quella identificata dal numero S.2.N.2312 venne destinata a Re Farouk. La consegna dell’esemplare papale avvenne in occasione della visita del Pontefice agli stabilimenti Rectaflex: il dono rappresentava simbolicamente il massimo livello della produzione della fabbrica, impreziosito anche dall’emblema papale inciso sul pentaprisma. La versione marrone fu invece offerta a Re Farouk durante una cerimonia che, secondo alcune fonti, si sarebbe svolta al Quirinale.
Poco tempo dopo, con l’appoggio della direzione della Viscosa, Telemaco Corsi fece realizzare una nuova serie di Rectaflex Gold utilizzando i più recenti corpi della serie 25000. Tutti questi apparecchi presentavano le stesse raffinate finiture delle prime due macchine ed erano rivestiti in pelle di lucertola marrone chiaro.
La consegna americana ebbe grande risonanza: giornalisti e televisioni seguirono l’evento e i quotidiani statunitensi dedicarono ampio spazio alla notizia. L’interesse verso la Rectaflex crebbe immediatamente e i negozi fotografici americani vennero sommersi dalle richieste. Tuttavia, in quel momento, gli apparecchi disponibili erano pochissimi. In un’intervista del 1968 rilasciata a Cesco Capanna, Telemaco Corsi ricordò che negli Stati Uniti erano presenti soltanto sei Rectaflex, escluse quelle destinate all’esercito. La Director Co. riuscì persino a ritirare gli esemplari presenti negli spacci militari per distribuirli rapidamente ai rivenditori civili, esaurendoli in una sola giornata. Se la produzione romana fosse stata immediatamente disponibile, le vendite avrebbero probabilmente raggiunto numeri enormi.
Dal punto di vista tecnico, le Rectaflex Gold erano perfettamente equivalenti ai modelli di serie e completamente funzionanti. Rimane comunque curioso che proprio Papa Pio XII e Re Farouk abbiano ricevuto esemplari derivati dalla prima serie, meno evoluta e pratica rispetto alle successive. Una scelta che, in fondo, appare comprensibile: difficilmente Papa Pacelli avrebbe utilizzato personalmente la macchina fotografica, mentre Farouk, noto collezionista di oggetti raffinati e tecnologici, sembra abbia almeno provato la propria Rectaflex reale.