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Tiranti Summa Report

Serial Number: 107

Year: 1950

Nel 1950 venne realizzata la SUMMA, un apparecchio professionale per lastre fino al formato di 9×12 cm e caratterizzato dalla presenza di una torretta girevole su cui potevano essere montati 3 obiettivi con lunghezza focale compresa tra 150 e 210 mm.

Montava un otturatore a doppio comando sincronizzato sia per la lampade lampo che per il lampeggiatore elettronico ed un mirino multifocale con correzione automatica del parallasse. Altra particolarità era la possibilità di eseguire ben 4 fotogrammi di 3×4 cm su una lastra di 6,5×9 cm. L’apparecchio veniva fornito completo di cavalletto a colonna regolabile con basamento a tre piedi e testa panoramica.

Alla Fiera di Milano del 1949 venne presentata una nuova fotocamera denominata SUMMA REPORT che riscosse immediatamente vasta eco su tutte le più importanti riviste fotografiche sia italiane che estere.

La Summa Report era per certi aspetti una evoluzione dell’apparecchio precedente ed era destinato, come insito nel nome stesso, ad essere utilizzato dai fotoreporter, una categoria di fotografi professionisti che necessitava di fotocamere robuste, pratiche, precise in quel momento sul mercato nazionale introvabili o eccessivamente costose.

Caratteristica fondamentale di questo apparecchio era la presenza di una torretta girevole su cui erano montati 4 obiettivi, o sarebbe meglio dire 2 coppie di obiettivi; ogni coppia aveva la stessa focale che nello specifico era di 65 e 105 mm, considerando che il formato era di 6×9 cm si trattava di una focale normale e di una grandangolare. In ogni coppia un obiettivo serviva per la ripresa vera e propria mentre l’altro serviva per inquadrare e mettere a fuoco il soggetto in un mirino costituito da un vetro smerigliato completo di lente di Fresnel; ruotando opportunamente la torretta era possibile utilizzare nella ripresa e nella visione la focale desiderata.

Per la ripresa la Summa Report montava due obiettivi Schneider, uno Xenar 105/4,5 ed un Angulon 65/6,8, ogni obiettivo montava un otturatore Synchro Compur con tempi da 1 secondo a 1/500 più la posa B. L’apparecchio era sincronizzato sia per le lampade lampo che per il lampeggiatore elettronico; era possibile dotare l’apparecchio di due lampeggiatori a torcia che potevano essere utilizzati simultaneamente oppure separatamente grazie ad appositi interruttori. Per la visione gli obiettivi normalmente usati erano due Galileo Reflar 105/4 e 65/3,5, ma in alcuni apparecchi furono utilizzati obiettivi Schneider, Zeiss o Voigtlander; per inquadrare il soggetto era disponibile anche un mirino iconometrico ribaltabile. La Summa Report poteva utilizzare vario materiale sensibile come lastre e film piani formato 6,5×9 cm in idonei portalastre o pellicola in rullo formato 120 contenuta in appositi portarulli.

La Summa Report era costruita utilizzando una speciale lega e, pur essendo un apparecchio voluminoso, risultava essere abbastanza leggera, inoltre era dotata di due comode maniglie per favorire una comoda impugnatura, in ognuna delle due era presente il pulsante di scatto e la rotella zigrinata per regolare la messa a fuoco che avveniva per spostamento parallelo della torretta rispetto al piano focale.

In totale furono prodotti 100 esemplari di questa fotocamera con numerazione da 101 a 200.