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Category: Duroni Alessandro

La Duroni è stata un’azienda di apparecchi fotografici italiana fondata a Milano nel 1892, dagli eredi del fotografo dagherrotipista pioniere della fotografia Alessandro Duroni (1807-1870). Questi operò a Milano sin dal 1835 in Corso Vittorio Emanuele II; di questo pioniere della fotografia sono famose alcune fotografie di Giuseppe Garibaldi e Vittorio Emanuele II. L’azienda avviata dal Duroni nel 1886 iniziò la sua attività costruendo fotocamere da viaggio e a soffietto.

 

Alessandro Duroni nacque a Canzo, in provincia di Como, il 30 maggio 1807, figlio di Antonio Duroni e Giustina Molteni. Come altri pionieri della fotografia dell’epoca, tra cui L. Suscipj, A. Luswerg ed E. F. Jest, si avvicinò alla dagherrotipia partendo da esperienze nell’ambito dell’ottica e della meccanica.

La sua prima attività documentata risale al 1837, quando a Milano, presso il numero 27 della Galleria De Cristoforis, gestiva un negozio di ottica corredato da un deposito di strumenti per chimica, fisica, ottica e matematica.

Nell’agosto del 1839 si trovava a Parigi, dove collaborò con l’astronomo Camille Flammarion e seguì da vicino i primi esperimenti di Louis Daguerre, assistendo alla reazione entusiasta del pubblico verso le nuove invenzioni fotografiche. Affascinato dalle potenzialità della dagherrotipia, nei primi giorni di novembre tornò a Milano portando con sé un’attrezzatura completa per la nuova tecnica e un dagherrotipo realizzato da Daguerre e Alphonse Giroux raffigurante il Louvre. Questo fu esposto l’11 novembre nel chiostro di Santa Maria dei Servi, attirando l’attenzione del pubblico.

Nello stesso mese Duroni realizzò alcune delle prime vedute milanesi con il suo apparecchio: il Duomo da diverse angolazioni, l’Arco della Pace e una prospettiva di Palazzo Raimondi dalla contrada di Monte di Pietà.

Nel 1842 allestì uno spazio nel suo negozio dedicato alla produzione di dagherrotipi. Di questo periodo è una delle sue opere più note: la riproduzione del monumento funebre del banchiere torinese F. Nigra, scolpito da Pietro Marchesi, conservata oggi al Museo Nazionale del Cinema di Torino.

Nel 1853 Duroni mise a punto un miglioramento del sistema di Daguerre, sviluppando il cosiddetto “metodo positivo-negativo”, che permetteva di trasformare la lastra dagherrotipica in una matrice inchiostrabile e quindi riproducibile. Seguendo l’evoluzione tecnica della fotografia, passò successivamente alla tecnica del collodio, affermandosi soprattutto come ritrattista.

Nel 1857 partecipò all’Esposizione dell’Industria Lombarda, ricevendo una medaglia d’argento e una menzione d’onore da Carlo Cantù, durante la solenne cerimonia per la premiazione dell’agricoltura e dell’industria, tenutasi il 30 maggio di quell’anno.

Un’iniziativa che gli portò grande fama fu la realizzazione dei ritratti dei protagonisti del Risorgimento italiano, come Garibaldi, Mazzini, Massimo d’Azeglio e Cavour. Le fotografie furono messe in vendita per finanziare la Spedizione dei Mille. Lo stesso Garibaldi gli scrisse da Caprera, nell’agosto 1861, per ringraziarlo pubblicamente.

Quell’anno Duroni prese parte anche all’Esposizione Nazionale di Firenze, dove ottenne una medaglia per un ritratto a figura intera e grandezza naturale del re Vittorio Emanuele II. In seguito a questo riconoscimento, poté fregiarsi del titolo di “Fotografo di S. M. il Re”. Sempre nel 1861, partecipò all’Esposizione dell’Industria Lombarda a Milano, ricevendo la medaglia d’oro per i suoi perfezionamenti tecnici in campo fotografico.

Negli ultimi anni della sua carriera si affermò come ritrattista tra l’aristocrazia e l’alta borghesia milanese, pur restando sempre attento all’innovazione tecnica. Nel 1865, insieme a Ignazio Porro, fondò a Milano l’Istituto Tecnomatico Italiano, la prima officina nazionale dedicata alla costruzione di strumenti di precisione. Poco dopo trasferì il suo studio fotografico al numero 13 di corso Vittorio Emanuele e nel 1867 lo cedette a L. Calzolari.