La storia della Ducati è un esempio straordinario di come un’azienda possa evolversi, affrontare difficoltà e innovare in diversi settori, tra cui la fotografia. Fondata nel 1926 dai fratelli Cavalieri Ducati (Adriano, Bruno e Marcello), la società nacque inizialmente come una realtà orientata verso la produzione di condensatori e apparecchiature per la trasmissione radio. Fin dall’inizio, la famiglia Ducati si distinse per le sue capacità tecniche e innovative, con Adriano che, a soli 19 anni, iniziò le sue ricerche nel campo delle trasmissioni radio ad onde corte, realizzando apparecchiature destinate alla Marina Militare. La sua eccellenza tecnica fu riconosciuta con il conferimento della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia nel 1924.
Nel corso degli anni ’30, la Ducati si diversificò e ampliò la propria attività, includendo settori come la meccanica di precisione, l’elettronica e l’ottica, settore in cui la società raggiunse notevoli successi. Nel 1939 fu creata una divisione ottica in collaborazione con l’Istituto Ottico di Firenze e con l’apporto di tecnici provenienti da altre aziende storiche come la Salmoiraghi e la San Giorgio.
La divisione ottica di Ducati divenne particolarmente nota per la progettazione e produzione di microcamere. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’azienda, come molte altre, fu coinvolta nella produzione di materiale bellico. Tuttavia, durante il conflitto, vennero progettati dei laboratori segreti (i POST), che portarono allo sviluppo delle prime microcamere nel 1941. Queste fotocamere, piccole e innovative, segnarono l’inizio di una nuova fase per Ducati nel mondo della fotografia.
Alla fine della guerra, lo stabilimento di Borgo Panigale fu distrutto dai bombardamenti alleati, ma l’azienda, grazie all’impegno dei fratelli Ducati, riuscì a riprendersi e a ripartire. Nel 1946, Ducati tornò sulla scena con la presentazione alla Fiera di Milano di due prodotti significativi: il motore a scoppio “Cucciolo” per biciclette e la microcamera “Sogno”, una delle sue creazioni più affascinanti.
La microcamera “Sogno” è un esempio notevole di design e tecnologia per l’epoca. Prodotta in circa 9.000-10.000 esemplari, questo piccolo apparecchio fotografico divenne simbolo della qualità e innovazione di Ducati nel campo della fotografia. Un altro modello importante, la “Simplex”, venne realizzato in numeri simili e con caratteristiche simili alla Sogno. Un altro modello sperimentale fu la “Sport”, progettata nel 1950, che offriva tempi di esposizione molto rapidi (da 1/100 a 1/3000).
Purtroppo, dopo un periodo di difficoltà finanziarie e una crisi che portò alla perdita del controllo dell’azienda da parte dei fratelli Ducati, nel 1953 la divisione ottica fu chiusa. Nonostante ciò, le microcamere Ducati continuarono a rimanere nel cuore dei collezionisti, grazie alla loro unicità e innovazione. Alcuni apparecchi rimasero invenduti nei magazzini e vennero distribuiti come omaggi ai clienti che acquistavano motociclette Ducati.
Nel corso degli anni, la Ducati ha continuato a evolversi e a diversificare le sue attività, ma le sue fotocamere rimangono un capitolo importante della storia della fotografia italiana, simbolo di un periodo di grande innovazione. La possibilità di raccogliere modelli Ducati e i relativi accessori continua a essere un “sogno” per molti appassionati di fotocamere storiche e collezionisti.