La piccola fotocamera Eletta rappresenta un esempio raro di produzione italiana risalente agli anni Quaranta, completamente ignota agli studiosi del settore.
A realizzarla fu Giuseppe Quartieri, originario di Casinalbo, una località situata poco distante da Modena.
Sul disco frontale che ospita l’obiettivo, e che allo stesso tempo nasconde l’otturatore, compare in grandi caratteri il nome Eletta, mentre più in piccolo è riportata la sigla G.Q.C., che sta per Giovanni Quartieri Casinalbo.
Quartieri era un artigiano creativo, noto principalmente per la costruzione di affettatrici meccaniche per salumi, sia per uso industriale sia per negozi al dettaglio. Negli anni Trenta, inoltre, si era distinto per la realizzazione di alcune tra le prime lavastoviglie meccaniche, utilizzate all’epoca nelle colonie estive.
Attraverso l’intermediazione di un certo Levi di Modena, che in seguito perse la vita a causa delle persecuzioni razziali, Quartieri entrò in contatto con un’azienda fotografica di Milano, forse la Ferrania. Per questa ditta iniziò ad assemblare in conto terzi degli otturatori, probabilmente modelli molto semplici con movimento alternato.
Dopo questa esperienza, Quartieri decise di avviare una propria produzione di piccole fotocamere, utilizzando per i corpi macchina lamierino stampato, ottenuto riciclando le latte dei barattoli di pomodori pelati. Si stima che vennero costruiti tra i 400 e i 500 esemplari della fotocamera Eletta, che però non fu mai pubblicizzata né commercializzata. Alla fine della guerra Quartieri cessò l’attività, l’officina venne chiusa e le scatole piene di fotocamere Eletta, sia complete che in attesa di assemblaggio, furono gettate via senza alcuna considerazione. Quella che poteva diventare una promettente impresa industriale si spense improvvisamente sul nascere. Solo pochi esemplari della Eletta si salvarono dalla distruzione e finirono nelle mani di alcuni collezionisti locali. Il figlio di Quartieri, interrogato in merito alla vicenda, ha dichiarato di non aver conservato alcun oggetto né fotografie dell’officina paterna.