
Oreste Pasquarelli: un talento poliedrico tra fotografia, musica e invenzione
Il 5 dicembre 1846, mentre la storia celebrava la nascita di Walt Disney e l’inizio della corsa all’oro negli Stati Uniti, a Giarole, in provincia di Alessandria, veniva alla luce Oreste Pasquarelli. Fotografo, inventore e musicista appassionato, fu una figura eclettica e poco nota che contribuì in modo significativo alla cultura italiana di fine Ottocento.
Cresciuto in un contesto nobile, grazie al servizio della sua famiglia presso i marchesi Gozzani di Treville, Pasquarelli ebbe la fortuna di entrare in contatto con l’arte fin dalla giovane età. Dopo il diploma, si iscrisse alla Facoltà di Ingegneria a Torino, ma ben presto abbandonò gli studi tecnici per seguire la sua vera passione: la musica. Proprio a Torino incontrò il maestro Pedrotti, che ne riconobbe il talento e lo aiutò a perfezionarsi fino a fargli ottenere il ruolo di Direttore del coro presso il Teatro Regio.
Nel 1885 sposò Augusta Massazza a Casale Monferrato, e un anno dopo nacque la loro figlia, Maria. La vita culturale della famiglia Pasquarelli fu intensa: grazie al legame con Augusta, Oreste divenne amico dello scultore Leonardo Bistolfi, suo compagno di scuola, e frequentò altri artisti importanti del panorama piemontese come Lorenzo Vergnano, Luigi Onetti e il fotografo Francesco Negri. Con quest’ultimo realizzò una celebre immagine di Piazza Castello a Casale Monferrato, utilizzando il “Fotoperigrafo”, una macchina fotografica panoramica da lui stesso progettata.
Oltre alla sua attività artistica, Pasquarelli si dedicò con passione alla vita pubblica del suo paese. Fu più volte eletto Consigliere Comunale e seguì le orme del padre Giovanni, sindaco di Giarole dal 1860, promotore della costruzione dell’edificio scolastico. Anche Augusta diede il suo contributo alla comunità, fondando un asilo infantile nel 1892.
Tra i suoi viaggi più significativi, quelli in Francia ebbero un ruolo chiave nella sua formazione fotografica. Fu alla Sorbona che conobbe i fratelli Lumière, poco dopo la loro prima storica proiezione a Parigi nel 1895. È plausibile che li abbia seguiti anche a Lione, interessandosi come loro alla cronofotografia, alla resa del colore sulle lastre fotografiche e allo studio del movimento.
Oltre che fotografo, Pasquarelli fu un brillante inventore. Negli anni ’80 e ’90 dell’Ottocento ideò e brevettò diversi apparecchi fotografici, molti dei quali sono oggi custoditi presso il Museo Nazionale del Cinema di Torino. Tra le sue invenzioni si ricordano l’“Autofotografico istantaneo” (1889), il “Cronofotografo” e, naturalmente, il già citato “Fotoperigrafo”, con cui firmò alcune delle sue opere più note.
La stima che si guadagnò nel campo fotografico lo portò a essere tra i fondatori, il 4 aprile 1899, della Società Fotografica Subalpina, a Torino.
Oreste Pasquarelli morì a Giarole nel 1918, a causa di una peritonite. È sepolto nel cimitero del paese insieme alla moglie Augusta e al padre Giovanni, nella tomba di famiglia. Il suo ricordo, oggi offuscato dal tempo, merita di essere riscoperto e valorizzato per il contributo unico che seppe offrire al mondo della fotografia, dell’arte e dell’innovazione.