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GGS Lucky

Serial Number: senza numero

Year: 1946

G.G.S. Lucky – La prima fotocamera italiana del dopoguerra

Alla Fiera di Milano del 1946, la prima del dopoguerra, la G.G.S. (Gnecchi e Sommaruga) presentò la Lucky, la sua prima fotocamera e una delle prime produzioni italiane del secondo dopoguerra. L’azienda milanese era stata fondata da Carlo Gnecchi e Giovanni Sommaruga, ex tecnici della Salmoiraghi, con l’obiettivo di produrre apparecchi economici e semplici da usare per il grande pubblico.

Caratteristiche tecniche

Formato pellicola: 35 mm (24×36 mm)

Obiettivo: Solar Anastigmat 50 mm f/3.5, montatura rientrante, diaframma regolabile da f/3.5 a f/18

Otturatore: Centrale a lamelle, con velocità da 1/20 a 1/200 s + posa B, poi evoluto a 1/300 s

Mirino: Ottico semplice, privo di telemetro

Avanzamento pellicola: Manuale, con leva di carica e contafotogrammi

Caricamento: Dal basso, secondo lo stile Leica e Zenit

Corpo macchina: Metallo verniciato nero, linee compatte ed essenziali

Evoluzione e produzione

La Lucky venne prodotta in circa 30.000 esemplari, un numero importante per il contesto post-bellico italiano, segnato da carenza di materie prime e instabilità industriale. Successivamente, la G.G.S. introdusse la Luckyflex, una biottica 35 mm ispirata alla Rolleiflex ma dotata di mirino reflex e obiettivo fisso, che cercava di coniugare la versatilità delle reflex con la semplicità di utilizzo delle compatte.

Nel 1948, l’azienda fu rilevata dall’ingegnere Gecchele, che la trasformò nella Fotorex, specializzandola nella produzione di apparecchi per microfilm e documentazione tecnica.

Importanza storica

La G.G.S. Lucky è un esempio emblematico del rinascimento industriale italiano nel secondo dopoguerra. Concepita per un pubblico ampio, univa praticità, materiali robusti e buone prestazioni ottiche a un prezzo accessibile. La Lucky fu non solo una fotocamera, ma anche un simbolo di ripartenza, di innovazione accessibile e del coraggio imprenditoriale in un’Italia da ricostruire.

Oggi è un pezzo ricercato dai collezionisti, sia per la sua valenza tecnica, sia per il ruolo che ha avuto nella storia della fotografia italiana.