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Officine Galileo Gami 16 versione in metri

Serial Number: 340220

Year: 1953

Officine Galileo Gami 16 – Versione in metri

Alla Fiera di Milano del 1953 le Officine Galileo di Milano presentarono un apparecchio che, nel suo genere, rimase insuperato: la GAMI 16. Fortemente voluta dall’allora direttore dello stabilimento, l’ingegner Ambrogio Carini, appassionato fotografo e ideatore diretto del progetto, la fotocamera fu concepita già prima della fine della guerra. La presentazione suscitò entusiasmo nella stampa specializzata:

– “…Grande affermazione italiana nel delicato settore dell’ottica e della meccanica d’alta precisione…” (La Gazzetta della Fotografia)

– “…Novità molto importante nel campo delle minicamere… interessante apparecchio con cui l’industria italiana dice una sua parola nuova e aggiornatissima…” (Il Corriere Fotografico)

– “…La Gami lascia perplessi ed ammirati gli intenditori. Facile nell’uso, razionale, leggera, di minimo ingombro, tascabile ma solidissima… è l’apparecchio di precisione degno di stare all’avanguardia…” (Il Progresso Fotografico)

– “…È di gran lunga la novità più interessante della produzione italiana la nuovissima GAMI costruita dalle Officine Galileo di Milano… Ci è noto che già vivissima è la curiosità e l’interesse in Europa ed in America…” (Fotografia)

Dal punto di vista tecnico, la Gami 16 era una microcamera per pellicola da 16 mm in caricatori speciali (GAMI = GAlileo MIcrocamera), di dimensioni ridotte, interamente costruita in metallo di ottima qualità. In posizione chiusa proteggeva i componenti più delicati, assumendo la forma compatta di un astuccio poco più grande di un pacchetto di sigarette, con un peso di circa 300 grammi.

Caratteristiche principali:

– Formato negativo 12×17 mm (10×17 mm con pellicola perforata)

– Obiettivo fisso Galileo Esamitar 25 mm f/1,9 a sei lenti con trattamento antiriflesso

– Diaframma regolabile da f/1,9 a f/11

– Filtro giallo incorporato e inseribile tramite levetta

– Messa a fuoco tramite telemetro, da 50 cm all’infinito

– Otturatore con tempi da ½ a 1/1000 di secondo + posa B, con sincronizzazione flash (contatto all’interno della madrevite per cavalletto, utilizzabile con accessorio dedicato)

– Esposimetro ottico ad estinzione accoppiato a tempi, diaframmi e sensibilità pellicola (da 6 a 100 ASA nella prima versione)

A partire dal 1957 circa, la scala ASA fu aggiornata a valori compresi tra 12 e 200; questa versione è oggi nota tra i collezionisti come GAMI II. L’apertura dello sportello anteriore avveniva per rotazione su un perno, trasformandosi in una maniglia che agevolava l’impugnatura. L’avanzamento della pellicola e la ricarica dell’otturatore erano affidati a un motore a molla che permetteva fino a tre scatti in rapida successione, ricaricabile automaticamente chiudendo lo sportello.

Il mercato più ricettivo fu quello statunitense, motivo per cui venne prodotta una versione con scala delle distanze in piedi, conosciuta come GAMI U.S.A. e GAMI II U.S.A. Tuttavia, nonostante l’ottimo riscontro da parte della critica e l’impegno pubblicitario, il successo commerciale fu limitato: in circa dieci anni di produzione si stima una tiratura complessiva di circa 5000 esemplari.