Serial Number: senza numero
Year: 1860
Zotto Giovanni Campagnola 13x18cm
La fotocamera di Giovanni Zotto è un apparecchio fotografico artigianale realizzato a Torino nella seconda metà dell’Ottocento, riconducibile alla produzione di uno dei primi costruttori italiani specializzati nella realizzazione di apparecchi per il collodio umido. Costruita in legno secondo la tradizione dell’ebanisteria, appartiene alla produzione artigianale torinese destinata principalmente a fotografi professionisti e operatori dell’epoca.
Caratteristiche tecniche
• Formato: apparecchio 13x18cm destinato alla fotografia su lastre di vetro al collodio umido, secondo i sistemi in uso nella seconda metà dell’Ottocento.
• Corpo: struttura realizzata in legno di mogano, con lavorazione artigianale particolarmente accurata, caratteristica della produzione di Zotto, che le fonti identificano espressamente come ebanista e costruttore di fotocamere.
• Sistema costruttivo: la fotocamera appartiene alla tipologia degli apparecchi a soffietto soluzione che permetteva di variare la distanza tra obiettivo e lastra e quindi di effettuare la messa a fuoco.
• Messa a fuoco: ottenuta mediante doppio allungamento del soffietto, in stoffa rigida cartonata rossa con regolazione della distanza tra il gruppo ottico e il piano sensibile; la composizione dell’immagine avveniva sul vetro smerigliato posteriore.
Contesto storico e collezionistico
Giovanni Zotto, ebanista attivo a Torino, è documentato come costruttore di fotocamere probabilmente già dal 1860. Le fonti lo indicano tra i primi artigiani italiani impegnati nella costruzione di apparecchi fotografici e ricordano la sua attività in diverse sedi torinesi: via Massena 13, corso Vittorio Emanuele 25 e via Principe Tommaso 2.
La produzione di Zotto si inserisce nella fase pionieristica della fotografia italiana, quando la costruzione delle fotocamere era ancora affidata prevalentemente a piccoli artigiani, spesso ebanisti, ottici o meccanici. Secondo la ricostruzione storica dell’industria fotografica italiana, a Torino Giovanni Zotto iniziò negli anni Cinquanta dell’Ottocento la costruzione di fotocamere per collodio umido, continuando la propria attività fino alla fine del XIX secolo.
La sua produzione non raggiunse mai dimensioni industriali e gli apparecchi venivano realizzati secondo una tradizione essenzialmente artigianale e su commissione, caratteristica comune a molti dei primi costruttori italiani.
Rarità
Le fotocamere attribuibili a Giovanni Zotto sono estremamente rare sul mercato collezionistico. La produzione limitata, l’assenza di una vera dimensione industriale e la lunga distanza temporale rendono particolarmente importanti gli esemplari conservati nella loro configurazione originale.
La rarità è ulteriormente accresciuta dalla possibilità di documentare l’apparecchio attraverso le fonti storiche che identificano Zotto come ebanista e costruttore di fotocamere attivo a Torino già intorno al 1850.
Conclusione
Questa fotocamera di Giovanni Zotto rappresenta una significativa testimonianza della fotografia italiana delle origini e dell’attività dei primi costruttori artigianali piemontesi. La costruzione in legno, ne fanno un raro esempio della tecnologia fotografica sviluppatasi a Torino nella seconda metà dell’Ottocento.
Il suo interesse collezionistico è particolarmente elevato non soltanto per la rarità dell’apparecchio, ma anche perché documenta l’attività di uno dei primi ebanisti italiani specializzati nella costruzione di fotocamere, in un periodo in cui la produzione degli apparecchi fotografici era ancora affidata quasi esclusivamente alla competenza dei singoli artigiani.