Resti Emilio – Box 9×12 cm
La Box 9×12 cm di Emilio Resti è una rara fotocamera rigida a scatola, destinata a lastre fotografiche di formato 9×12 cm, prodotta presumibilmente nei primi decenni del Novecento. Pur nel suo aspetto semplice, rivela alcune soluzioni tecniche raffinate per l’epoca.
Caratteristiche tecniche
•Formato: lastre 9×12 cm, formato amatoriale ma di qualità elevata.
•Tipo: fotocamera box in legno, compatta e rigida, pensata per l’uso quotidiano.
•Otturatore: a due tempi, con selettore per I (istantanea) e P (posa), modalità che permettevano sia scatti rapidi sia esposizioni prolungate.
•Diaframma: a tre aperture selezionabili, tramite rotella o leva laterale, utile per controllare la quantità di luce in ingresso e adattarsi a condizioni luminose differenti.
•Messa a fuoco: regolabile con leva laterale, che probabilmente azionava un sistema a slitta interna per spostare il piano ottico rispetto al piano della lastra.
•Marchiatura: presenza di targhetta del rivenditore:
“A. A. Rattini – Incisore, Fabbrica Timbri, Grammofoni, Dischi e Articoli Diversi – Genova”, tipica del commercio locale italiano del primo Novecento, quando molti negozi erano specializzati in articoli tecnici e fotografici.
Contesto storico
Questa fotocamera rientra nella produzione artigianale italiana di inizio Novecento, periodo in cui produttori come Resti cercavano di offrire strumenti fotografici pratici ma precisi. Il sistema di messa a fuoco e diaframmi multipli colloca la macchina in una fascia medio-alta del segmento box, distinguendola dalle più semplici box a fuoco fisso.
Rarità e collezionismo
Le Box italiane di questo tipo sono molto rare, soprattutto se marchiate da rivenditori locali come A.A. Rattini di Genova, che aggiunge un valore storico legato alla distribuzione e alla vendita di apparecchi fotografici in Italia. Il buono stato di conservazione di elementi come l’otturatore, i comandi e la targhetta originale accresce l’interesse collezionistico.
Conclusione
La Resti Emilio Box 9×12 cm è un esemplare prezioso e insolito della fotografia italiana amatoriale del primo Novecento. La combinazione di otturatore a due tempi, diaframmi variabili, messa a fuoco regolabile e distribuzione tramite un negoziante genovese la rende un oggetto di notevole valore storico e collezionistico, testimone di un’epoca in cui tecnica, artigianato e commercio si fondevano nell’arte fotografica.