Serial Number: senza numero
Year: 1934
Zeiss Balilla
La Zeiss Balilla è una versione destinata all’export in Italia del modello Baldur Box, prodotta dalla prestigiosa Zeiss Ikon nel 1934. Questa fotocamera box utilizza pellicola 120 e produce negativi nel formato 4,5×6 cm, tipico delle macchine a medio formato dell’epoca.
Caratteristiche principali della Zeiss Balilla
•Formato pellicola: 120
•Dimensione negativo: 4,5×6 cm
•Otturatore: due velocità, P (posa B) e I (istantanea)
•Obiettivo: Goerz Frontar
•Anno di produzione: 1934
•Produzione stimata: circa 300 pezzi
Contesto storico e culturale
Il nome “Balilla” è strettamente legato all’Organizzazione Giovanile Italiana durante il regime fascista di Benito Mussolini. Il termine Balilla indicava il giovane ragazzo fascista, simbolo della gioventù militante e patriottica dell’epoca. La Zeiss Ikon produsse questa fotocamera in circa 300 esemplari specificamente per la prima sfilata dei Balilla, avvenuta a Roma il 24 maggio 1934. Roma ospitò una imponente sfilata dell’Opera Nazionale Balilla (ONB) in via dell’Impero (ora via dei Fori Imperiali), celebrando l’VIII Leva Fascista. I giovani Balilla e avanguardisti marciarono davanti a Benito Mussolini, esibendo disciplina e divise. La manifestazione celebrava il decennio di vita dell’organizzazione, radunando giovani da tutta Italia per dimostrare l’entusiasmo della nuova generazione verso il fascismo.
La Sfilata: i partecipanti, inclusi reparti con tamburi e lance, passarono in rivista davanti al Duce e alte cariche del partito.
Il Contesto: l’adunata avvenne in un periodo di enfasi sulla militarizzazione della gioventù, con il regime che preparava i giovani alla “prova eroica” e alla “gloriosa camicia nera”.
Luoghi: le parate si svolgevano nei pressi di via dell’Impero, con il Colosseo sullo sfondo, spesso terminando con il giuramento dei giovani.
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Durante questa sfilata, il giovane Balilla marciava con la Zeiss Balilla nella sua custodia di pelle infilata nella cintura, e in spalla avevano il Balillino, un piccolo Moschetto, fucile in dotazione ai ragazzi, davanti a Mussolini stesso, a testimonianza dell’importanza propagandistica e simbolica dell’apparecchio.