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Taft K3S

Serial Number: senza numero

Year: 1955

Taft K3S

La Taft K3S è una fotocamera italiana prodotta a metà degli anni ’50 da Cesare Conti, ex socio e consulente della Severa e Gatto, che nel suo laboratorio di fotoriparatore realizzò due modelli ispirati alla popolare Comet II della Bencini: la K2 (1954) e la K3S (1955). Quest’ultima è stata prodotta in circa 1500 esemplari, rappresentando una evoluzione della K2.

Caratteristiche principali della Taft K3S

Formato pellicola: 127, con 16 pose da 3×4 cm

Corpo: pressofusione d’alluminio, robusto e leggero

Otturatore: due velocità di scatto, 1/25 sec. e 1/50 sec., più posa B

Ottica: 65 mm f/11, semplice ma adatta per una fotografia amatoriale di qualità base

Produzione: circa 1500 pezzi, diffusione limitata rispetto ai grandi marchi

Analisi e contesto storico

La Taft K3S si colloca nel contesto delle fotocamere amatoriali italiane del secondo dopoguerra, un periodo in cui numerosi artigiani e piccoli produttori cercavano di emulare il successo di modelli già affermati, come la Bencini Comet II. Proprio come la Taft KS2, anche la K3S fu oggetto di un accordo di distribuzione con i governi di Slovenia e Croazia, che ne prevedeva la diffusione principalmente all’interno delle caserme militari di quei paesi. Questo dettaglio emerge da un racconto trasmesso dalla figlia di Turrin, la sig.ra Bianca a Gianni Pignat, amico di lunga data della famiglia Turrin. La scelta del formato di pellicola 127, più piccolo rispetto al 120 o al 35 mm, rispondeva all’esigenza di produrre apparecchi fotografici compatti ed economici, pensati per un pubblico non professionale ma desideroso di avvicinarsi al mondo della fotografia.

Il corpo in pressofusione d’alluminio, materiale innovativo per l’epoca, conferiva alla K3S una buona resistenza senza appesantirla, mentre l’ottica fissa da 65 mm f/11 limitava l’uso a situazioni ben illuminate ma garantiva una nitidezza sufficiente per scatti amatoriali. L’otturatore con due sole velocità e la posa B erano allineati alle esigenze di semplicità e affidabilità.

Valore collezionistico

Oggi la Taft K3S è apprezzata dai collezionisti di fotocamere italiane d’epoca per la sua rarità e per essere un esempio di produzione artigianale italiana del dopoguerra, quando la fotografia cominciava a diffondersi anche al di fuori delle grandi fabbriche. La storia legata a Cesare Conti e la limitata tiratura contribuiscono ad aumentarne il valore storico e collezionistico.