Serial Number: 000004
Year: 1948
Boscoli Borletti Effebi Prototipo
La Boscoli Borletti Effebi Prototipo è una fotocamera storica che condivide molte caratteristiche con la famosa Leica IIIa, ma rappresenta un esempio di produzione artigianale italiana. Questo prototipo non solo presenta le specifiche tecniche simili alla Leica, ma è anche una testimonianza della guerra tecnologica tra i produttori di fotocamere negli anni ’40.
Caratteristiche principali
•Formato pellicola: 24×36 mm (pellicola 35 mm)
•Ottica intercambiabile: Passo a vite 39×1, compatibile con ottiche Leica e altre fotocamere di tipo M39
•Messa a fuoco: Telemetro accoppiato, proprio come la Leica IIIa
•Otturatore: Tempi da 1 secondo a 1/1000 sec, più la posa B
•Materiali: Costruita interamente in ottone, garantendo solidità e durata
•Ottica: Senza incisioni sul frontale, indicativo di un esemplare di pre-produzione
•Funzionalità: Completamente funzionante, a differenza di altri prototipi che potrebbero essere solo dummy
Storia e importanza del prototipo
Il progetto Effebi è legato a una serie di fotocamere italiane che cercavano di competere con le fotocamere tedesche, in particolare con la Leica IIIa, che all’epoca dominava il mercato delle fotocamere 35 mm. Questo prototipo è stato realizzato in un periodo storico particolarmente difficile: il progetto risale al 18 ottobre 1942, durante la Seconda Guerra Mondiale, come dimostrato dai disegni tecnici datati. Nonostante le difficoltà del tempo, i progettisti italiani continuarono a sviluppare la fotocamera, con l’ultima modifica documentata datata 15 maggio 1948.
La Boscoli Borletti Effebi Prototipo è una testimonianza delle risorse limitate a disposizione, ma anche del forte desiderio di entrare nel mercato della fotografia professionale con una macchina competitiva, che avrebbe avuto un formato identico a quello della Leica, ma con un design e una qualità costruttiva tutta italiana.
Documentazione storica e disegni tecnici
Un aspetto affascinante di questo prototipo è la documentazione storica associata. Un raccoglitore in plastica con copertina in cartone contiene disegni tecnici originali dell’epoca che mostrano ogni dettaglio della fotocamera Effebi. I disegni mostrano la progettazione di tutti i componenti: dalla vite più piccola alla calotta, al mirino, all’obiettivo, e persino al logo “Effebi”. È interessante notare che sul disegno del frontale dell’ottica appare anche un accenno al logo “Fiumea”, suggerendo che entrambi i progetti, Effebi e Fiumea, siano strettamente collegati e possano aver condiviso lo stesso processo di sviluppo.
Contesto storico e produzione
Il progetto della Boscoli Borletti Effebi nasce in un periodo di forti restrizioni e difficoltà economiche, in particolare durante la Seconda Guerra Mondiale. Nonostante queste sfide, l’industria della fotografia italiana non si fermò e continuò a sperimentare, cercando di emulare le fotocamere di alta qualità come la Leica.
La fotocamera Effebi e, per estensione, la Fiumea, sono esempi di come la creatività e la determinazione abbiano permesso a piccoli produttori italiani di realizzare macchine fotografiche di qualità, seppur non riuscendo a competere con i giganti dell’epoca. Questo prototipo rappresenta un capitolo importante della storia della fotografia italiana e un pezzo da collezione molto apprezzato per la sua rarità.
Valore collezionistico
La Boscoli Borletti Effebi Prototipo è un oggetto di grande valore collezionistico. Si tratta di un esempio rarissimo di pre-produzione, completo di disegni tecnici originali che documentano il processo di progettazione e costruzione. Per gli appassionati di fotografia d’epoca e i collezionisti, questo prototipo è un tesoro di importanza storica e tecnica.
La sua costruzione in ottone e il fatto che sia completamente funzionante lo rendono un pezzo unico, destinato a rimanere nella storia della fotografia, non solo per il design, ma anche per il contesto in cui è stato creato.
In conclusione, la Boscoli Borletti Effebi Prototipo rappresenta un’importante pietra miliare nella storia della fotografia italiana. Anche se il progetto non ha mai visto una produzione su larga scala, il prototipo rimane una testimonianza affascinante delle ambizioni italiane di competere con i grandi marchi internazionali durante un periodo storico particolarmente difficile.