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Muccin Lino Vestacrom Prototipo

Serial Number: 261023 Prototipo

Year: 1952

Muccin Lino Vestacrom Prototipo

Tra i più rari esempi di fotocamere italiane ispirate alla leggendaria Leica, la Vestacrom rappresenta un autentico caso di studio per gli appassionati di fotografia d’epoca. Ideata da Lino Muccin, figura eclettica e appassionata di ingegneria fotografica, con la collaborazione di Mario Brunetta, la Vestacrom era una fotocamera 35mm concepita come una vera e propria “Leica italiana”. Il progetto puntava a una costruzione più efficiente: molto simile alla Sonne C4, la Vestacrom presentava una meccanica migliorata con il 30% in meno di componenti, permettendo così una significativa riduzione dei costi di produzione.

Nonostante le sue innovazioni tecniche, la fotocamera non entrò mai in produzione. Muccin tentò di ottenere il sostegno economico da un grossista di materiale fotografico di Cittadella, ma l’accordo non venne mai concluso e il progetto si arenò. La Vestacrom rimase così allo stadio di prototipo.

L’unico esemplare prodotto è contrassegnato dal numero di serie 261023, corrispondente alla data di nascita di Lino Muccin (26 ottobre 1923), un dettaglio confermato da Gianni Pignat, amico di Muccin e testimone diretto di quei vivaci anni della fotografia italiana. Questo stesso numero di serie appare su alcuni negativi di lastre di vetro originali dell’epoca, dove è raffigurata la fotocamera Vestacrom con lo stesso numero di serie, fornendo una rara testimonianza visiva della sua esistenza. Tale unicità contribuisce a fare della Vestacrom una delle fotocamere più enigmatiche e preziose del panorama collezionistico italiano.

Caratteristiche Tecniche

Formato: pellicola 35mm, in piena tradizione Leica.

Progetto: la macchina riprende l’estetica e le caratteristiche costruttive delle Leica a vite, con mirino ottico separato al centro della fotocamera, avvolgimento manuale e otturatore a tendina da 1/2 sec a 1/1000 sec, dorso apribile a cerniera.

Costruzione: artigianale, probabilmente con componenti lavorati a mano o adattati da altri sistemi.

Funzionalità: l’effettivo funzionamento è documentato da prove fotografiche.

Diffusione: mai prodotta su scala industriale, rimasta allo stadio sperimentale un prototipo.

Nel gennaio 1993, Lino Muccin pubblicò un articolo sulla rivista Fotografare cercando acquirenti per i diritti del progetto Vestacrom e della sua altra creazione, la panoramica rotante MLP (Muccin Lino Panoramica).

Valore Storico e Collezionistico

La Vestacrom si colloca tra i più enigmatici e affascinanti prototipi italiani di ispirazione Leica, in un periodo in cui i tentativi di emulazione dei grandi marchi tedeschi erano già rari e quasi sempre limitati ad ambiti artigianali. La sua rarità – un solo esemplare noto – e la presenza di materiale fotografico originale ne fanno un oggetto di altissimo interesse per i collezionisti e per gli storici della fotografia.

In quanto “Leica italiana mai nata”, la Vestacrom è oggi un simbolo di un’epoca in cui anche le più ambiziose idee potevano restare confinate tra le mura di un laboratorio privato, nonostante la validità tecnica e la passione del suo inventore. Un oggetto da museo, che rappresenta il sogno incompiuto di un fotografo e inventore fuori dagli schemi.

Anche le informazioni su questa fotocamera sono poche. Qui si possono vedere i negativi originali della fotocamera scattati su lastra di vetro 6,5×9 cm e le foto stampate della Vestacrom.

E un articolo di Lino Muccin che cercava un compratore del progetto, pubblicato su Fotografare nel Gennaio 1993 dove voleva cedere i diritti della Vestacrom e di un’altra sua realizzazione, una fotocamera panoramica a 360 gradi chiamata MLP (Muccin Lino Panoramica).