Serial Number: senza numero di serie prototipi
Year: 1950
Taft Microlux II Zoe Prototipi
La Taft Microlux II Zoe rappresenta un significativo passo avanti nella produzione fotografica artigianale italiana del secondo dopoguerra. Progettata e brevettata da Luigi Turrin il 20 dicembre 1950 presso l’Ufficio Brevetti di Udine, questa fotocamera prende il nome Zoe in omaggio alla moglie del progettista. Si tratta di un modello innovativo per l’epoca, che introduce un otturatore a tendina anteriore in metallo curvo e rotante, posizionato subito dopo l’ottica, a differenza delle soluzioni più comuni con otturatore posto vicino alla pellicola.
Caratteristiche principali della Taft Microlux II Zoe
•Formato pellicola: 35 mm, standard per la fotografia amatoriale e professionale dell’epoca
•Materiale del corpo: alluminio stampato, leggero ma resistente
•Prototipo con otturatore: tendina metallica anteriore rotante, con tempi da 1/20 a 1/500 di secondo più posa B (solo 10 montati).
•Prototipo con otturatore: tendina metallica anteriore rotante, con tempi da 1/20 a 1/1000 di secondo più posa B. (solo 1 montato)
•Obiettivo: Anastigmat Elinar 50 mm f/4,5, con messa a fuoco diretta sull’obiettivo e passo del filetto di 33,5 mm (diverso dalla versione FAF Acies con filetto da 32,5 mm)
•Mirino: semplice e diretto, adeguato all’uso amatoriale
•Design: corpo compatto e innovativo, con otturatore collocato in posizione non convenzionale
Produzione e rarità
Nonostante l’ingegnosità del progetto, la produzione della Microlux II Zoe fu estremamente limitata. Secondo le testimonianze di collezionisti ed esperti come Ettore De Rossi e Gianni Pignat, furono realizzate circa 100 fusioni del corpo macchina, ma solo 10 esemplari furono completati e montati. I motivi della limitata produzione risiedono in alcune problematiche strutturali che impedirono la messa in serie dell’apparecchio. Al momento si conoscono solo due di questi prototipi esistenti. Un prototipo con la slitta flash e con l’otturatore che scatta fino a 1/1000 sec. mostrati in questa pagina e l’altro senza slitta flash, con l’otturatore che scatta fino a 1/500 sec.
L’obiettivo di Luigi Turrin era di offrire una fotocamera innovativa e accessibile, con un prezzo stimato pari a un decimo di quello di una Leica contemporanea, così da permettere a un pubblico più ampio di accedere alla fotografia di qualità.
Analisi e contesto
La Taft Microlux II Zoe si distingue nel panorama delle fotocamere italiane postbelliche per la sua innovazione tecnica, in particolare per la scelta di un otturatore anteriore rotante in metallo, rara eccezione tra i modelli di quegli anni. La collaborazione tra artigianato e ingegneria fotografica emerge chiaramente in questo prodotto, che purtroppo non ebbe la diffusione sperata ma rimane oggi un prezioso oggetto da collezione. La cura nel design e la sperimentazione nei materiali dimostrano la volontà di Luigi Turrin di innovare il mercato fotografico italiano con prodotti di qualità e dal prezzo competitivo.