Serial Number: senza numero
Year: 1952
Taft Kin
La Taft Kin è una fotocamera compatta prodotta in Italia nel secondo dopoguerra, progettata per il formato 24×36 mm su pellicola 127. Costruita in pressofusione d’alluminio e rivestita in pelle verde, si distingue per l’equilibrio tra design elegante e semplicità d’uso. Pensata per il mercato amatoriale, offre una buona combinazione tra qualità dell’immagine, praticità e costi contenuti.
Caratteristiche principali della Taft Kin
• Formato pellicola: 24×36 mm su pellicola 127 (24 pose per rullo)
• Corpo: pressofusione d’alluminio con rivestimento in pelle verde
• Otturatore: lamella metallica, con tempi di scatto 1/30 sec e posa B
• Obiettivo: fisso 65 mm f/11
• Mirino: a pozzetto, semplice e funzionale
Produzione e contesto storico
La Taft Kin fu realizzata da Luigi Turrin, fondatore della TAFT (Turrin Apparecchi Fotografici Tipici), piccola azienda con sede a Cordenons, nei pressi di Pordenone. In un’epoca in cui molte officine italiane cercavano di affermarsi nel crescente mercato della fotografia amatoriale, Turrin progettò un apparecchio accessibile e robusto, adatto a un pubblico alle prime armi. L’utilizzo della pellicola 127 nel formato 24×36 mm, meno diffuso rispetto al 35 mm, riflette la volontà di offrire una macchina compatta ma in grado di garantire immagini di buona qualità.
Analisi
La Taft Kin rappresenta appieno lo spirito della produzione italiana del dopoguerra: economica, funzionale e con un occhio al design. Il formato scelto, intermedio tra i più piccoli 35 mm e i più ingombranti formati a rullo, consente una fotografia versatile in un corpo macchina contenuto. Il rivestimento in pelle verde le conferisce un’identità visiva originale, distinguendola dalle numerose concorrenti coeve.
Semplice ma ben costruita, la Taft Kin è oggi una testimonianza interessante dell’artigianato fotografico italiano, destinata a chi desiderava entrare nel mondo della fotografia analogica senza rinunciare a una certa cura nei dettagli.