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Category: Bettoni & Rigamonti

Cesare Bettoni era titolare di un laboratorio artigiano che durante la guerra si occupava della revisione delle attrezzature fotografiche dell’Aeronautica Militare. Terminata la guerra continuò nell’attività di riparatore e costruttore, con l’aiuto del tecnico Rigamonti, con una particolare attenzione alle necessità dei fotografi professionisti. Nel 1948 ideò una cameretta reflex da utilizzare in macrofotografia applicabile sugli apparecchi Leica e Contax ed utilizzabile con vari obiettivi. Nel 1949 seguendo le indicazioni di vari fotografi professionisti operanti a Milano, come Tullio Farabola, Fedele Toscani, Vincenzo Carrese, progettò e costruì un apparecchio denominato BECTAR. Costruita utilizzando una robusta e leggera lega metallica denominata Dural, la Bectar utilizzava lastre e filmpack nel formato 9×12 cm ed aveva le seguenti caratteristichetecniche: – ottica intercambiabile per mezzo di specifici raccordi portaobiettivi con innesto a baionetta; l’ottica normale da 135 mm e quella grandangolare erano montate su otturatore centrale Compur sincronizzato per il flash con tempi da 1 secondo a 1/500 più le pose B e T – telemetro accoppiato alla messa a fuoco e mirino iconometrico con correzione del parallasse – otturatore a tendina sul corpo macchina con tempi da 1/15 a 1/1000; questo otturatore non era sincronizzato e viniva utilizzato nelle riprese sportive abbinato all’uso di un teleobiettivo – innesto rapido per torcia porta lampade al magnesio (in alcuni modelli gli innesti erano due). Su specifica richiesta di Vincenzo Carrese, il fondatore dell’agenzia Publifoto, Bettoni costruì alcuni modelli di Bectar per il formato 6×9 cm. Non è possibile dire quanti esemplari di questo apparecchio furono costruiti, di certo la produzione era personalizzata secondo le richieste del cliente e quindi spesso i vari esemplari differivano l’uno dall’altro. La produzione di questo apparecchio cessò intorno al 1951-52 quando gli apparecchi professionali esteri, in particolare la leggendaria Speed Graphic americana, iniziarono ad essere venduti anche in Italia, magari di straforo al mitico mercatino americano di Livorno.