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Category: Gatto Officine Meccaniche

Officine Meccaniche Gatto – Sonne apparecchi fotografici

Antonio Gatto dopo l’esperienza e la chiusura della FAF, di cui era socio continua a produrre apparecchi fotografici nella sua officina di via San Giorgio 5, affiancato dall’ottico Cesare Conti, dal progettista Renzo Pandiani proveniente dalle Officine Allocchio Bacchini di Milano e da 25 dipendenti.

Stand Sonne Fiera di Milano 1950

Dipendenti Sonne: Conti, Bortolussi, ?, Mario Brunetta, ?, ?, Lino Muccin, ?, ?.

Nasce la Sonne IV derivata dal prototipo prodotto in FAF e mai commercializzato. E’ chiaro il riferimento alla Germania nel nome della macchina (Sonne “Sole”, IV perchè all’epoca la Leica era arrivata alla serie III) e in quello dell’obiettivo Adlenar (Adlerauge, occhio d’aquila era il nome di un famoso Tessar).

Cesare Conti con il fotografo Elio Ciol.

Diapositiva pubblicitaria proiettata al cinema

La scelta di un nome straniero ed ancor più tedesco fu sicuramente una mossa intenzionale per fare maggiore presa su un pubblico di fotografi, potenziali clienti, di cui era ben nota la tendenza esterofila e forse a rimarcare la volontà del costruttore di voler fabbricare prodotti di alta qualità.

Targa della fabbrica

Per rendere gli apparecchi fotografici ancora più “stranieri” nelle fotocamere Sonne veniva incisa sulla calotta la scritta “Germany patent”. Al modello del 1948 segue, due anni dopo la Sonne V con un selettore in più, quello dei tempi lenti. Nel 1951 arriva la Sonne C con due novità, l’oculare del telemetro accoppiato, con quello del mirino e una terza finestra tra quelle del mirino e del telemetro che delimita il campo del 90mm non in listino della Sonne ma fornito direttamente dalla Galileo.

Le ultime fotocamere della serie C e la successiva serie C4 montano ottiche Xenar e Xenon della tedesca Schneider. L’avventura della Sonne termina nel 1954 a causa degli alti costi produttivi e di una distribuzione inefficiente. Alcuni modelli sono venduti sul mercato francese fino agli anni 60.

Antonio Gatto nel frattempo ha riconvertito la sua azienda producendo freni a disco per automobili. Queste informazioni mi sono state rese dal Sig. Gianni Pignat fotografo e figlio di Gino Pignat testimone e consulente dell’epoca del Cav. Gatto.

La produzione di apparecchi Sonne fu complessivamente modesta, con volumi di produzione che possono essere stimati come segue:

300 esemplari di Sonne IV

1000 esemplari di Sonne V

300 esemplari di Sonne C

1200 esemplari di Sonne C4 di cui una piccola produzione con il sole inciso sul frontale della fotocamera.

La cessazione della costruzione di fotocamere da parte delle Officine Gatto impedì l’uscita di un nuovo apparecchio, denominato VESTACROM, già costruito allo stadio di prototipo.

Lino Muccin con la Sonne

Officine Sonne: Lino Muccin in primo piano

Mario Brunetta al banco di lavoro

Sappiamo ora, grazie al libro di Gianni Pignat, che la Vestacrom venne ideata e realizzata da Lino Muccin, un brillante tecnico dipendente di Antonio Gatto, con l’aiuto del collega Mario Brunetta.

La nuova fotocamera assomigliava molto alla Sonne C4, con la presenza del mirino telemetro, e identiche caratteristiche tecniche; a prima vista le uniche differenze riscontrabili erano la diverso disposizione delle finestre del mirino telemetro e del pulsante di scatto, ma le vere novità erano all’nterno dell’apparecchio.

In particolare per la costruzione i pezzi da assemblare erano ridotti del 30% con una ovvia riduzione sui costi di fabbricazione.

Muccin cercò un finanziatore diverso da Antonio Gatto e sembrava averlo trovato in un grossista di materiale fotografico di Cittadella, poi però l’appoggio finanziario non venne confermato ed il progetto finì in un cassetto.

Le Officine Gatto produssero o fecero produrre anche alcuni accessori per le fotocamere Sonne: per i vari apparecchi era disponibile una robusta borsa in cuoio, sulle Sonne IV e V era possibile montare un paraluce rettangolare ad incastro.

Migliore era la dotazione per le Sonne C e C4 con un paraluce rotondo a vite con alloggiamento ad incastro per i filtri, relativo filtro giallo e custodia in cuoio per paraluce e filtro, lenti addizionali.

Ma l’accessorio disponibile più interessante fu un mirino universale multifocale a cornicette regolabili utilizzabile con obiettivi da 35 a 135 mm; tale mirino andava posizionato nella slitta porta accessori ed, a sua volta, era dotato nella parte superiore di una slitta.

Gli accessori delle Officine Gatto erano in alcuni casi marcati con il logo “Sonne” ma potevano essere anche completamente anonimi; ciò vale anche per il mirino multifocale che rimane comunque un accessorio decisamente raro.

Dipendenti Gatto in gita aziendale.