Icon

Category: Ducati SpA

Ducati. La Società Scientifica Radio Ducati SpA nacque a Bologna nel 1926 ad opera dei tre tratelli Cavalieri Ducati, Adriano, Bruno e Marcello, con l’aiuto finanziario del di loro padre Antonio e di altri finanziatori minori provenienti dalla migliore società bolognese.

Già nel 1925 i tre fratelli avevano fondato una società per la produzione di condensatori ma solo l’anno successivo iniziò la vera e propria attività industriale della famiglia Ducati. Adriano Cavalieri Ducati era un validissimo tecnico e ricercatore nella campo della elettrotecnica e soprattutto delle trasmissioni radio, a soli 19 anni iniziò delle ricerche nel campo delle trasmissioni radio ad onde corte che sfociarono nella realizzazione di una serie di apparecchiature radiotelegrafiche ad onde corte, assolutamente innovative, per la Marina Militare, per questo motivo nel 1924, all’età di soli 21 anni, Adriano venne insignito della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia.

Per altro la famiglia Ducati non era nuova a queste onorificenze dal momento che anche il padre di Adriano, Antonio Cavalieri Ducati, aveva ricevuto anni prima la stessa Croce di Cavaliere per la progettazione e la realizzazione dell’acquedotto della città di Chieti ed era riconosciuto come uno dei migliori ingegneri idraulici del Regno d’Italia. Anche il contributo degli altri due fratelli, Bruno e Marcello, fu essenziale nella buona riuscita dell’impresa e nel tempo ognuno dei tre Ducati assunse un ruolo specifico all’interno dell’azienda: Adriano si occupava della ricerca e dello sviluppo, Marcello dirigeva la produzione e Bruno era il Direttore Generale e si occupava dell’ufficio commerciale e delle pubbliche relazione. La qualità dei prodotti e l’efficacia delle strategie commerciali portarono in breve tempo al successo la società Ducati, nel 1932 in dipendenti erano 500, nel 1935 venne costruito il nuovo modernissimo stabilimento di Borgo Panigale, nel 1937 alla Ducati lavoravano 2000 persone e la società iniziò a diversificare la propria attività anche nei settori della meccanica di precisione, dell’elettronica e dell’ottica.

La sezione ottica fu creata nel 1939 avvalendosi della collaborazione dell’Istituto Ottico di Firenze diretto dal prof. Vasco Ronchi ed inserendo nell’ufficio progetti validi tecnici provenienti dalla Salmoiraghi e dalla San Giorgio, come ad esempio l’Ing. Bruscaglioni, il “papà” della microcamera Parva. Durante la guerra anche la Ducati fu coinvolta nella fornitura di materiale bellico per le Forze Armate, contemporaneamente per prepararsi alla riapertura del mercato civile furono creati degli speciali laboratori segreti chiamati POST in cui venivano progettati i prodotti ritenuti più adatti per il mercato postbellico. In uno di questi laboratori nel 1941 vennero realizzate le prime microcamere alla cui progettazione partecipò in modo determinante anche Marcello Ducati.

Terminata la guerra la Ducati si ritrovò con lo stabilimento di Borgo Panigale distrutto dai bombardamenti alleati. Fortunatamente la maggior parte dei macchinari era stata salvata sia dalle distruzioni alleate che dal trasferimento forzato ad opera dei tedeschi; con uno sforzo finanziario notevole, senza aiuti dallo stato, lo stabilimento fu rimesso in condizione di produrre e nel 1946 alla prima Fiera di Milano del dopoguerra la Ducati era presente con i suoi prodotti ed in particolare con un piccolo motore a scoppio da applicare alle biciclette denominato “cucciolo” e con la microcamera “sogno”.

Per i fratelli Ducati però iniziava un periodo doloroso: processati per collaborazionismo con il fascismo, accusa da cui furono assolti, e travolti dalla crisi finanziaria collegata alla ricostruzione dello stabilimento persero il controllo dell’azienda che a partire dal 1949 passò praticamente alle partecipazioni statali. Adriano Ducati decise di andare negli U.S.A. dove lavorò alla NASA con il prof. Von Braun; rientrò in Italia solo nel 1985. La società Ducati proseguì la propria vita subendo varie ristrutturazioni ed in una di queste, nel 1953, la divisione ottica venne chiusa.

Alla chiusura della sezione ottica nei laboratori del reparto di ricerca e sviluppo erano presenti alcuni modelli sperimentali più o meno completi come ad esempio un modello con tempi lunghi (tempi da 1 secondo a 1/500) che furono dispersi e regalati a dipendenti e collaboratori.

Sempre nel 1950 venne progettata e forse prodotta in pochissimi esemplari un modello di microcamera denominata SPORT con le stesse caratteristiche della Sogno ad eccezione dell’otturatore a tendina che in questo caso consentiva tempi brevissimi, da 1/100 a 1/3000.

Analizzando i numeri di matricola delle microcamere si può stimare una produzione di circa 9000 – 10000 esemplari per la Sogno e di circa 7000 – 8000 esemplari per la Simplex.

Non tutti gli apparecchi furono commercializzati attraverso i normali canali di vendita, infatti alla chiusura della sezione ottica gli apparecchi ancora in magazzino venivano offerti come omaggio agli acquirenti di motociclette Ducati. In breve questa è la storia della microcamera Ducati che resta in ogni caso un apparecchio decisamente particolare e che certo non può mancare in una collezione di fotocamere italiane, così come la possibilità di raccogliere tutti gli obiettivi e gli accessori prodotti rimane il “sogno” di molti.